Gioco
Trent’anni di Incontro Quando un bar diventa luogo di sport e cultura
MASSAÈ bar, gelateria, tabacchi, anche edicola. È tutto questo e molto di più: “L’incontro”, in via Meucci, la sua definizione ce l’ha nel nome. Un luogo che ha regalato identità ad un quartiere, che...
MASSA
È bar, gelateria, tabacchi, anche edicola. È tutto questo e molto di più: “L’incontro”, in via Meucci, la sua definizione ce l’ha nel nome. Un luogo che ha regalato identità ad un quartiere, che ha contribuito a dare un centro alla periferia, che ha aperto le porte - e senza chiedere un centesimo - a chiunque cercasse un luogo in cui incontrarsi, in cui discutere e confrontarsi.
Il bar l’Incontro sabato spegne 30 candeline: trent’anni di storia e ancora Anna Maria Borghini dietro il bancone e, ad affiancarla, il marito, il professore Aladino Landini. È lui ad aver contribuito, in prima persona, a fare di un bar un presidio. Nel 1988 in via Meucci sorge, tra i palazzi, un piccolo centro commerciale: Anna Maria ha già fatto parecchi corsi di gelateria e decide di rischiare. In quel centro c’è un fondo vuoto e lei, una naturale propensione all’accoglienza e al dialogo, crea lì il suo bar-gelateria. È il 18 novembre quando, alla presenza del sindaco Mauro Pennacchiotti (nella foto con Landi) apre i battenti “L’incontro”. Un grande primo piano con il gelato fatto “in casa”, le paste, il caffè, i giornali e un altrettanto grande piano interrato. È lì che l’anima dell’Incontro si rivela, è lì che nascono progetti culturali, sportivi e politici. È lì che crescono generazioni mentre il quartiere si amplia, sorgono nuovi palazzi, la città assume nuovi contorni.
«È nel bar che - Aladino Landi ripercorre 30 anni - è nata l’associazione culturale L’incontro, è lì che sono state promosse presentazioni di libri, lì sono stati esposti i pannelli fiorentini sull’alluvione». Lì ha sede per anni il club Orlando Ricci con frequenti incontri con tecnici, giocatori e società bianconeri. È quello stesso bar che fa da sede, per un periodo, ai veterani ciclisti amatoriali.
All’Incontro si promuove la cultura della sport e della non violenza: al bar Aladino Landi, armato di una bella dose di coraggio, nel 1991 fonda il club viola-bianconero tentando di far sedere intorno ad un tavolo, per godersi una partita, chi come lui tifa Fiorentina e chi ha il cuore a Torino. E ci riesce: organizza trasferte per vedere tutti insieme le partite allo stadio. Sport, cultura e politica. Sì perché i primi incontri tra i sostenitori di Alessandro Volpi, nei primi anni 2000, si tengono al piano interrato del bar L’incontro. Trent’anni di storia, «sempre a disposizione della città - sottolinea Aladino - E anche ora che la vita è più dura - perché la crisi si fa sentire - noi resistiamo. Fare altrimenti significherebbe arrenderci dopo averci messo l’anima». Passato e futuro. Storia e prospettiva. All’insegna dell’incontro. — C.S.
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