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Medie senza la palestra Il sindaco: finanziamola coi soldi delle “ciclabili”
AULLAManca una palestra alle nuove scuole medie, in fase avanzata di realizzazione nelle aree ferroviarie dismesse della Pontremolese. Per questo il sindaco di Aulla, Roberto Valettini, considerando...
AULLA
Manca una palestra alle nuove scuole medie, in fase avanzata di realizzazione nelle aree ferroviarie dismesse della Pontremolese. Per questo il sindaco di Aulla, Roberto Valettini, considerando l'avere una palestra a disposizione degli studenti una delle priorità della sua amministrazione comunale, si è recato lunedì scorso a Firenze, presso la Regione Toscana, dove ha posto la questione all'attenzione delle assessore regionali alla pubblica istruzione, Cristina Grieco, e all'ambiente, Federica Fratoni.
«Si è trattato di una visita importante, durante la quale – commenta Valettini – abbiamo messo sul piatto l'esigenza di costruire una palestra a beneficio delle scuole medie, che potrà servire anche per i ragazzi del liceo classico "Giacomo Leopardi". Inoltre, al piano superiore delle palestra abbiamo progettato di realizzare una sala polifunzionale da 350 posti, con un ingresso ovviamente separato dalla palestra» aggiunge il primo cittadino aullese. Ma l'impegno economico per questa nuova costruzione è rilevante: 2 milioni e mezzo di euro. Il Comune di Aulla ha già a disposizione, sulla carta, un milione e 700mila euro, denaro che la Regione Toscana ha destinato alla realizzazione del cosiddetto "parco lineare", una rete di piste ciclabili e pedonali a beneficio della città, investimento che Valettini dirotterebbe volentieri sulla palestra, anche se rimarrebbero, comunque, da racimolare altri 800mila euro.
Ma lunedì scorso anche il muro d'argine sul fiume Magra, con il suo imponente grigiore, è stato al centro delle preoccupazioni del sindaco di Aulla: «Vogliamo che parta il terzo lotto per la mitigazione ambientale del muro d'argine, anche perché le buste con le offerte, a conclusione della gara d'appalto, sono state aperte il 24 settembre e sono ampiamente trascorsi i 35 giorni che la legge concede per eventuali ricorsi. La mitigazione ambientale, poi, dovrà comprendere il rialzo del piano di calpestio, visto che, attualmente, da terra alla sommità del muro ci sono 2 metri e 20 centimetri, dunque chi vi passeggerà, se il piano di calpestio non viene rialzato, non vedrà il fiume. E poi c'è un problema di sicurezza e pericolosità legato al muro d'argine. Fortunatamente l'ingegner Giovanni Massini mi ha assicurato che entro 15 giorni il cantiere sarà consegnato alla ditta che si è aggiudicata l'appalto per i lavori del terzo lotto». —
GIANLUCA UBERTI
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