La protesta
In moto investì anziano sul viale a processo per omicidio stradale
L’episodio risale al giugno dello scorso anno, l’ottantanovenne attraversava la strada alla Fabbrica: nella prima udienza il racconto del testimone oculare
CARRARA
Era stato travolto da una moto mentre attraversava il viale XX Settembre, all’altezza della Fabbrica. Era il giugno dello scorso anno e erano da poco passate le nove di sera. Armando Ghiggi, 89 anni, era morto nel corso della stessa notte: al Noa era arrivato già in coma.
Ieri si è aperto il processo per omicidio stradale a carico di Matteo Dentoni (difeso dall’avvocato Marina Menconi), il giovane che, a bordo della sua moto, aveva investito l’anziano pedone. È stato sentito il primo testimone dell’accusa, un testimone oculare che, a bordo della sua auto stava percorrendo via Stabbio e ha visto, a distanza di un centinaio di metri, l’incidente. Il teste ha ricordato di aver visto la moto sopraggiungere e travolgere il pedone. Il processo è stato aggiornato al prossimo 15 febbraio per sentire tutti i testi del pubblico ministero. Un’altra udienza è stata già fissata anche per l’11 giugno per sentire tutti gli altri testimoni e arrivare quindi alla discussione.
Armando Ghiggi era arrivato all’Ospedale delle Apuane in coma e, senza mai risvegliarsi, era morto nel corso della notte. L’anziano era residente nella vicina Molicciara, nel territorio comunale di Castelnuovo Magra.
L’incidente si era verificato poco dopo le 21: l’uomo è stato investito mentre attraversava il viale in località la Fabbrica, nel tratto tra il semaforo e la Camera del Lavoro.
A travolgerlo Matteo Dentoni, alla guida di una moto.
Sul posto erano sono intervenuti il 118, i Carabinieri della compagnia di Carrara e la Guardia di finanza. La circolazione sulla carreggiata in direzione Carrara era stata interrotta per diversi tempo per consentire ai soccorritori di intervenire e alle forze dell’ordine di effettuare i rilievi del caso.
Ma la corsa dell’ambulanza al Noa era stata inutile : la vittima era entrata al pronto soccorso già priva di sensi, in stato di coma, con un’emorragia cerebrale e diversi traumi. L’anziano era stato ricoverato in rianimazione, dove era morto nel corso della notte.
Proprio sulla dinamica dell’incidente sarà costruito l’impianto del processo cominciato ieri davanti al giudice Valentina Prudente.
Dalla prima ricostruzione, quella che ha portato al capo di imputazione di “omicidio stradale” l’anziano stava attraversando, davanti alla sede della Cgil (non era sulle strisce pedonali) quando la moto lo aveva travolto, facendolo sbalzare sulla carreggiata. L’impatto era stato violentissimo tanto che l’uomo aveva perso immediatamente i sensi. I soccorsi, seppure tempestivi erano stati vani: già i primi automobilisti, sopraggiunti sul luogo subito dopo l’incidente avevano visto che le condizioni dell’anziano pedone erano disperate. —
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