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Ospedalizzazione bassa: a fronte di più malati ci si ricovera molto meno

M.D.A
Ospedalizzazione bassa: a fronte di più malati ci si ricovera molto meno

Le ipotesi possono essere  svariate secondo i medici: una malattia come il tumore si cura anche a casa, e spesso si è  costretti a rivolgersi agli hospice 

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massa

Se le morti per tumore, soprattutto ai polmoni, continuano ad essere in numero molto più elevato rispetto alla media regionale, va detto che l’ospedalizzazione, per i casi tumorali, è invece drasticamente diminuita.

Un altro dato interessante, di quelli grezzi pubblicati sul sito dell’Agenzia regionale della sanità (Ars Toscana), a cui il dottor Fabrizio Bianchi ha tentato di dare una spiegazione, formulando soltanto delle ipotesi. Intanto i dati: nel Comune di Massa il tasso di ospedalizzazione (per tutte le cause) è di 67,4 (ogni 1000 abitanti). A Carrara il 65,6. Quello regionale è 64,1. Ma se prendiamo il trend dei ricoveri per tumori, a fronte di una mortalità che, abbiamo visto, è la più alta della Toscana, il dato si allinea con quello regionale: cioè cala vertiginosamente, rispetto agli anni Novanta, e arriva oggi al 9,6 (sempre per 1000 abitanti).

Una delle ipotesi formulate in sala dai medici è stata quella che «i nostri malati di tumore non riescono a godere del servizio ospedaliero quanto e come dovrebbero», un po’ perché è una malattia che spesso viene curata a casa, un po’ perché sono diminuiti i posti letti degli ospedali e quindi, fisiologicamente, meno malati riescono ad ottenere il ricovero; infine è anche vero che quando una malattia come il tumore degenera spesso si fa uso degli hospice, cioè si bypassa la struttura ospedaliera per accedere alle cure di fine vita. Tutto plausibile: ma è pur sempre vero che a fronte del 20% in più di popolazione morta (quindi precedentemente malata) di tumore abbiamo una bassa ospedalizzazione.

Non era così, ad esempio, tra il 2001 e il 2005, anni in cui, come dimostra uno dei grafici riportati dalla Asr, Massa aveva il più alto tasso di ospedalizzazione per casi di tumore, il 17,2 (per 1000 abitanti) rispetto al 12,6 della Toscana. «Sarabbe interessante mettere a confronto questi dati grezzi – commenta Bianchi – con la storia, i territori, i Sin, i Sir, le bonifiche. In attesa che esca lo studio aggiornato di Sentieri consiglio di andare a visionare il sito dell’Agenzia sanitaria regionale, nella sezione “Lo stato di salute dei Comuni”, perché si scoprono cose molto interessanti».

In definitiva, come è emerso anche dal convegno, a Massa-Carrara si continua a registrare un’incidenza di tumori e malattie dell’apparato respiratorio, superiore alla media. E troppo spesso i decessi per malattia sono riconducibili ai fattori inquinanti presenti in quella che fino al 2013 era tutta area Sin, oggi in gran parte riperimetrata e comprendente 4 siti (ex Rumianca ed ex Ferroleghe a Carrara, ex Farmoplant ed ex Sabed/Bario a Massa), per un totale di 116 ettari. La ricerca ha coinvolto 45 Sin italiani, per un totale di circa 300 comuni, tra cui Massa e Carrara.

A destare particolare preoccupazione sono i dati sulla salute dei bambini e dei giovani nella fascia d’età tra 0 e 24 anni, per i quali si è osservata una diffusione dei tumori maggiore del 9% rispetto a quella di chi vive in aree meno inquinate. L’incidenza è più alta del 66% per le leucemie mieloidi acute, del 62% per i sarcomi dei tessuti molli e del 50% per i linfomi Non-Hodgkin —

M.D.A

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di Redazione web