Il dolore
Sos da Carrara est «Questa zona è dimenticata, anche a Natale»
I commercianti: sembra di essere in un quartiere fantasma «Pronti ad aprire la domenica, però se ci fossero eventi»
CARRARA
«Carrara est abbandonata e tagliata fuori da manifestazioni e fiere. Un quartiere fantasma anche per la scarsa illuminazione». A dirlo i pochi commercianti della zona, che si dicono pronti ad aprire anche la domenica. Se solo ci fossero iniziative.
Alessia Marchini titolare del negozio di parrucchiera Essenza di via Cucchiari parla chiaro: «questa zona è isolata - dice - non organizzano mai niente da noi. Se ogni tanto ci allungassero qualcosa sarebbe gradito. Almeno si creerebbe un po' di movimento. Ma niente di tutto ciò. Io sono disposta ad aprire anche la domenica se fanno iniziative in piazza. Un altro problema è che la sera via Cucchiari e dintorni sono quasi al buio. Le attività aprono verso il centro è vero, ma anche per colpa delle banche che non danno agevolazioni a chi vuole aprire».
Saliamo verso San Francesco e ne parliamo con Scilla Grassi della Tabaccheria Feliciani. «Siamo fuori da tutto - dice - Carrara finisce con via del Cavatore. Ormai non mettono più neanche le luci di natale. Almeno lo chiedessero se le vogliamo. Una volta sotto le feste l'abete in piazza lo mettevano, poi stop. E come se fossimo in un altro mondo, un'altra città».
Rincara la dose la titolare della nuova gastronomia "L'angolo delle delizie", Elisabetta Bertoneri, che per dire la sua smette di impastare i taglierini per la pasta ai fagioli fatti in casa: «è come se ci avessero abbandonato - racconta - la zona parla da sola. Carrara finisce dove c'è via del Cavatore. Feste o mercati da noi non ne organizzano, eppure la piazza sarebbe l'ideale, specialmente nella parte sinistra - dove il laboratorio Nicoli per intenderci - sembra fatta apposta per organizzarci qualcosa. Altro problema è che la mattina presto e dopo mezzogiorno via san Francesco è completamente intasata dalle auto, il traffico non scorre. Colgo anche l'occasione - prosegue Elisabetta - per dire che dopo i lavori fatti in zona dopo l'alluvione di quattro anni, il comune non mi ha ancora messo in sicurezza la casa, dopo i danni provocati da quegli stessi lavori. In sostanza né mi pagano né mettono la casa in sicurezza. Vogliamo parlare dei marciapiedi? Se sono da rifare sono privati, ma se ci vuoi mettere dei tavoli sono comunali. Non si capisce più niente - prosegue - adesso hanno chiuso il tratto tra via san Francesco e la strada che scende dalla Foce. Vediamo quanto resta così. L'unica cosa positiva è che la strada e la zona dove la Foce sono più pulite - conclude - ma in compenso è aumentata la burocrazia».
Scendiamo verso via Verdi e incontriamo Riccardo Mazzei della "Casa del caffè". L'unico che ha qualcosa di positivo da dire: «i problemi sono sempre gli stessi a cominciare dai marciapiedi - esordisce - ma voglio essere positivo. Siamo contenti che riapriranno il cinema per la stagione. Qualcosa nelle passate feste in via Verdi è stata fatta, ma ci aspettiamo qualche altro segnale che ci coinvolga maggiormente. Le cose non vanno organizzate solo nel centro storico. Noi per natale grazie alla Fondazione marmo stiamo organizzando una bella cosa. Loro ci forniranno abeti e decorazioni e noi diffonderemo per strada musiche natalizie. Il 16 dicembre il mio locale in collaborazione con la lega dei cavatori, distribuirà gratuitamente ai bambini centocinquanta giocattoli, mentre io offrirò la merenda». —
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