Il dolore
Aspettava la vicina e la riempiva di botte A processo per stalking
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La paura di tornare a casa, di passare quel tratto al buio con una mano che ti può afferrare, mettere all’angolo e riempire di botte. La racconta il suo ex marito in tribunale, di fronte alla giudice Valentina Prudente. A tenerla sotto scacco, per lunghi mesi e il vicino. Che alla fine, una sera dell’aprile del 2016, la colpisce talmente tante volte e così forte da farla finire in ospedale con la faccia piena di lividi. Lui, 30 anni, oltre un metro e ottanta. Lei, un metro e sessanta, all’epoca 67enne.
A testimoniare è appunto l’ex marito, diviso dalla donna dal 2003. Lei viveva da sola nella casa dove prima stavano insieme e il vicino, un 30enne, la perseguitava. «Tornava a casa con il telefono in mano, sempre per paura che lui l’aggredisse. Non è successo soltanto una volta. Io le ho comprato due cellulari, ma lui, ogni volta che la incontrava, se lei chiamava qualcuno per chiedere aiuto, ancora prima che mettesse le mani in tasca le prendeva il cellulare e lo buttava a terra. Non so quanti ne abbia distrutti».
Fino all’episodio del pestaggio sotto casa, quando lei sconvolta, chiede all’ex marito di ospitarla per un po’ e lui l’accoglie. «Siamo tornati a prendere delle cose a casa e lui ha cominciato a insultarci. “Non vi voglio vedere più. Prima ammazzo te e poi lui”, ci urlava. “Oppure vi metto su una sedia arotelle”».
L’uomo racconta che a trattenerlo quella volta era il padre. «Alla fine, quando fu picchiata al punto tale da avere la faccia piena di lividi, una maschera nera, fu la dottoressa Vittoria Radice della polizia di Massa a interessarsi perché cambiasse un domicilio, attivandosi presso il Comune». L’uomo è aprocesso per stalking. —
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