Il Tirreno

officine tok realizza un sogno 

La Lunigiana diventa un set per “Come un rinoceronte”

Cristiano Borghini
La Lunigiana diventa un set per “Come un rinoceronte”

Il cortometraggio di Elisabetta Dini in una prima selezione per il David di Donatello «E’ un confronto generazionale: nonna, mamma, figlia. E non ci sono uomini»

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fivizzano

“Come un rinoceronte” è un cortometraggio realizzato dalle Officine Tok, un’associazione teatrale fondata dall’attrice Elisabetta Dini, attiva a Fivizzano ed in tutta la Lunigiana.

Il cortometraggio è stato selezionato tra le pellicole che potrebbero partecipare ai David di Donatello, premio del cinema italiano, diventando la prima produzione lunigianese che sbarca in questa ambitissima kermesse.

Certo, la strada è ancora lunga, le selezioni finali sono durissime e sottoposte al giudizio di una severa giuria, ma l’orgoglio di essere iscritti accanto a cortometraggi prodotti e firmati dai gotha del cinema italiano, alimenta il giusto orgoglio in coloro che l’hanno realizzato. Ne abbiamo parlato con Elisabetta Dini, interprete e sceneggiatrice di questo corto, che lascia trasparire, dalle sue parole, tutta l’emozione per questo primo, ma già importantissimo, traguardo.

«Il corto nasce da una mia idea, scritta più o meno due anni fa – ci racconta Elisabetta Dini – Ines Cattabriga, regista e scenografa, una volta letta la sceneggiatura mi ha espresso la sua volontà di girarlo. Già sin da allora sapevo chi volevo come interpreti: Giusi Merli, tra le attrici de “La Grande Bellezza”, pluripremiato film di Sorrentino e Rosanna Gentili, attrice di fama nazionale. La proposta ha avuto successo, si sono mostrate molto entusiaste di questo progetto».

Per realizzarlo però si sono dovute superare molte difficoltà, spiega sempre la regista: «E’ stato un percorso lungo, innanzitutto dal punto di vista economico, abbiamo dovuto raccogliere le risorse attraverso le attività che sviluppiamo durante l’anno e alla fine siamo riusciti ad autoprodurci attraverso la nostra associazione Officine Tok. Dopo due anni abbiamo trovato anche alcuni sponsor privati che ci hanno aiutato, con la compartecipazione anche del Comune di Fivizzano».

Di cosa parla il cortometraggio? «Come un rinoceronte è un confronto generazionale tra una nonna, una mamma ed una figlia. Non ci sono uomini nella loro vita, alcuni se ne sono andati, altri sono mancati, quindi si genera un confronto generazionale molto forte, con il coraggio e l’amore a fare da legante.

I messaggi che vogliamo comunicare sono diversi: il legame che lega i nipoti ai nonni, la quotidianità ed il confronto con una situazione economica ristretta che genera la caparbietà di non farsi abbattere dalle difficoltà. Un confronto intergenerazionale forte, raccontando la vita di tutti giorni in maniera originale senza scadere nella banalità».

«Perseguiamo i nostri obiettivi di diffusione della cultura teatrale e cinematografica nel territorio lunigianese e dopo il successo di Moo.Th. Festival, abbiamo deciso di continuare la nostra azione di promozione» racconta invece la produzione Officine Tok, felice di aver presentato il cortometraggio in anteprima a Fivizzano.

Questo corto potrebbe essere un veicolo per promuovere la Lunigiana, di questo Elisabetta Dini ne è sicura: «Sicuramente questo progetto ha la volontà di fare emergere questo territorio e potrebbe essere veicolo per aprire un nuovo interesse su di esso. Noi lavoriamo tantissimo sulla Lunigiana perché crediamo nelle sue potenzialità».Nel frattempo il cortometraggio è stato inviato anche a Cannes, in trepidante attesa di ricevere una risposta. Sognare in fondo non costa nulla e, forse, chi lo fa, guarda più lontano degli altri —



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