Il dolore
Agri marmiferi e testamento falso, udienza rinviata
Alla sbarra due imprenditori a cui viene contestato l’utilizzo di un atto falso In ballo c’è la cessione di diritti sulle cave
CARRARA
Un processo che si gioca in larga parte sul filo delle perizie.
In particolare su quelle dei grafologi che dovranno esprimersi su una firma in calce ad un testamento. È quel testamento, infatti, il protagonista del procedimento.
Alla sbarra, con l’accusa di aver utilizzato un testamento falso, ci sono gli imprenditori Maurizio e Anna Elena Muttini, difesi rispettivamente dall’avvocato Riccardo Balatri e dall’avvocata Roberta Dell’Amico. Con quel testamento - emerge dalle ricostruzioni processuali - i due imprenditori acquisiscono diritti su agri marmiferi e diritti immobiliari.
I due imprenditori avrebbero quindi deciso, a loro volta, di cedere quei diritti ad una società che - da quanto emerge nel dibattimento - ha sulla cava in questione diritti di escavazione. Insomma, la cessione mette la società in condizione di escavare.
A contestare la cessione dei diritti tramite testamento è stata un’altra società, la Ricci Ugo&Sergio che chiede chiarezza, in sede legale, sulla firma del testamento ipotizzandone la falsità. Ai due eredi non si contesta di aver prodotto la firma di cui si ipotizza la falsità, ma di aver usato l’atto falso.
Martedì mattina era fissata un’udienza e previsto l’esame del consulente della procura che ha effettuato perizia calligrafica sull’autografo apposto nel testamento per accertare se quell’autografo appartenga realmente alla persona che risulta firmataria.
La giudice monocratica Alice Serra ha, però, rinviato il processo. Il consulente della Procura sarà quindi sentito nella prossima udienza. —
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