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Tre giornate di mobilitazione per difendere gli ospedali

G.U.
Tre giornate di mobilitazione per difendere gli ospedali

Domattina presidio a Fivizzano venerdì a Pontremoli e sabato al poliambulatorio di Aulla I promotori: chi vive a Sassalbo ha gli stessi diritti di chi sta a Firenze

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AULLA

Quattromila firme per difendere gli ospedali della Lunigiana. E ora tre giornate di mobilitazione: domani mattina all'ospedale di Fivizzano, venerdì mattina all'ospedale di Pontremoli e sabato mattina al poliambulatorio di Aulla, per ribadire che la sanità del territorio “non va smantellata”.

L’idea della petizione era stata di Fratelli d’Italia e subito si erano uniti altri partiti e associazioni. Quelle firme sono adesso arrivate in Regione. Infatti, dopo che sono state raccolte, da soggetti politici e da privati, circa 4000 firme in difesa dei presidi ospedalieri lunigianesi, chiedendo l’applicazione del decreto Balduzzi del 2015, era stata concessa udienza dal presidente del consiglio regionale della Toscana, Eugenio Giani, agli organizzatori, i quali avevano commentato come segue: «La battaglia è appena cominciata - dicevano Luigi Filippi, Emanuela Busetto, Michael Santini e Cristina Malatesta - e portare le istanze della popolazione lunigianese sulla sanità in Regione Toscana è soltanto il primo passo. Perchè i cittadini devono essere ascoltati e il diritto alla salute e ad una sanità efficiente non può essere soggetto a tagli fatti sulla base di meri dati numerici, che possono depotenziare ancora e magari fare chiudere realtà ospedaliere come Fivizzano e Pontremoli. Una prospettiva che significherebbe condannare a morte i Comuni della Lunigiana e, soprattutto, creare gravi disagi per chi si deve curare e proviene da piccole realtà montane. Infatti, chi vive a Sassalbo - gli organizzatori portano questo come esempio - ha lo stesso diritto alle cure di chi vive a Firenze». — G.U.

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