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Tragedia delle Lame, 4 anni all’investitore

CHIARA SILLICANI
Tragedia delle Lame, 4 anni all’investitore

Travolse e uccise una donna e costrinse a 200 giorni di ospedale la figlia. Dovrà versare 200.000 euro di provvisionale

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AULLA

Ieri, ad un anno esatto dall’investimento e dalla morte di Alice Palmieri, per il ventritreenne Francesco Morrone, è il giorno della sentenza.

Per lui, alla guida dell’auto che il 6 novembre dello scorso anno ha travolto e ucciso la donna di 87 anni e costretto a oltre 200 giorni di ospedale la figlia Maria Grazia Cantoni, la condanna è di 4 anni di reclusione (il pubblico ministero Roberta Moramarco ne aveva chiesti 6 e 8 mesi). A pronunciare la sentenza è il giudice dell’udienza preliminare Giovanni Maddaleni. L’imputato, infatti, ha chiesto il rito abbreviato che si celebra, appunto, durante l’udienza preliminare e prevede una riduzione di pena pari ad un terzo.

A Morrone l’accusa contesta il reato di omicidio stradale per aver travolto e ucciso Alice Palmieri e quello di lesioni gravi per le ferite causate alla figlia di Alice, Maria Grazia Cantoni che si è costituita parte civile in giudizio. A lei, rappresentata dall’avvocato Alessandro Ravani, il giudice Maddaleni riconosce una provvisionale di 200.000 euro. Si sono costituiti parte civile, sempre rappresentate da Ravani, anche altre 18 persone: si tratta dei sei figli di Alice, dei nipoti e dei fratelli. Il gup rimette la loro liquidazione al giudice civile.

La vicenda risale, dicevamo, ad un anno fa: madre e figlia stanno attraversando la strada, alle Lame, quando vengono travolte da un’auto. L’anziana muore, la figlia viene ricoverata, in coma, nel reparto di terapia intensiva del Noa e all’ospedale rimarrà per mesi. Chi le ha investite non si ferma e non le assiste.

I carabinieri identificano l’investitore in Francesco Morrone il giorno successivo. A permettere l’identificazione è un secondo incidente che il giovane causa poco dopo l’investimento delle donne: sperona un’auto e anche in quel caso fugge. Il proprietario della vettura incidentata, però, non si dà per vinto, lo segue e si fa dare i suoi estremi per l’assicurazione. L’uomo non sa che poco prima è avvenuto un altro incidente in cui è rimasta uccisa una donna, ma appena lo scopre e collega i due episodi, chiama i carabinieri, ricostruisce l’accaduto e fornisce le generalità del ragazzo.

Viene identificato Francesco Morrone che i carabinieri trovano a pochi passi dalla sua abitazione. Lui confessa: scattano gli arresti domiciliari, il ventritreenne deve rispondere di omicidio stradale e lesioni gravi (nell’inchiesta emerge anche che ha guidato pur non avendo la patente per l’auto e che la vettura non aveva copertura assicurativa). L’imputato sceglie il rito abbreviato: ieri la condanna, in udienza preliminare, a 4 anni di reclusione e ad una provvisionale di 200.000 euro. — CHIARA SILLICANI

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