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davanti al gip 

Minacce via Facebook al campione di tiro Il pm chiede di archiviare

C.S.

AULLAPer sette anni Alberto Caroselli, campione di tiro pluripremiato, è stato a processo. Gli veniva contestato il reato di uccisione di animali per aver sparato a sette gatti, tutti di proprietà di...

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Per sette anni Alberto Caroselli, campione di tiro pluripremiato, è stato a processo. Gli veniva contestato il reato di uccisione di animali per aver sparato a sette gatti, tutti di proprietà di un anziano che vive vicino a casa del campione. Ma per l’uccisione di quei micetti Caroselli è stato assolto e la sentenza di assoluzione è passata in giudicato. Quando il giudizio era ancora pendente, però, qualcuno ha sfogato la propria rabbia su Facebook non soltanto accusandolo di aver ucciso i gatti, quando la giustizia ancora doveva accertare eventuali responsabilità (che non sono state riconosciute) ma persino minacciandolo. «Minacce tutt’altro che velate - spiega Gianpaolo Carabelli, legale del campione di tiro - Una serie di animalisti - dettaglia l’avvocato - hanno lanciato minacce a Caroselli via social. Lo informavano di conoscere la sua residenza e il suo luogo di lavoro, si dicevano pronti ad “andarlo a prendere”. Toni pesanti».

Per quelle minacce il campione di tiro sporge denuncia e la Procura apre un fascicolo, ma di quello stesso fascicolo adesso chiede l’archiviazione al giudice per le indagini preliminari. Gli inquirenti ritengono, infatti, che identificare gli autori della minacce via Facebook sia alquanto difficile: molti non utilizzano il proprio nome e cognome, ma preferiscono i nickname (soprannomi). In alcuni casi il nome e cognome c’è eccome, ma a quel nome corrispondono persone diverse. Omonimia, quindi. La Procura - spiega l’avvocato Carabelli - è riuscita ad identificare soltanto due persone e, soprattutto in relazione ad una delle due, ha spiegato che le parole rivolte al campione di tiro si configurano più come uno sfogo che come una minaccia. Di qui la richiesta di archiviazione a cui l’avvocato Carabelli ha presentato opposizione. Ieri mattina, davanti al giudice, il pm ha ribadito difficoltà di identificazione e conseguente richiesta di archiviazione, mentre il legale ha insistito proponendo accertamenti finalizzati all’identificazione degli autori delle minacce. Minacce che - sostiene il legale - acquistano anche un peso diverso adesso che il procedimento per l’uccisione dei gatti non è più pendente e una sentenza passata in giudicato dichiara Caroselli innocente. —

C.S.

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