Sicurezza
Una mail a nome Casonato «Ma lui non ha alcun accesso»
Si tratta della risposta del ministero dei Beni culturali ad una interrogazione Pd L’avvocato Balatri prende le distanze dall’accaduto
massa
Il giorno prima dell’ultima udienza del processo a Marco Casonato (stamattina il giudice dovrebbe andare a sentenza) per i presunti danni a villa Massoni, qualcuno ha scritto una mail alla redazione del Tirreno, utilizzando il nome di Marco Casonato e dell’Università Bicocca di Milano, dove lui insegnava. La mail arriva, per essere precisi, dall’indirizzo casonato.universita.bicocca@gmail.com, e non è quello autentico (l’account sarebbe unimib.it), bensì un account che chiunque avrebbe potuto formare.
Il contenuto della mail, invece, non è una novità: si tratta della risposta scritta che il ministero dei Beni Culturali diede nel 2016 all’interrogazione della deputata Pd Martina Nardi, già più volte diffusa su diversi canali. Un documento sicuramente importante per Casonato, visto che il ministero certifica che «Una condizione di degrado del complesso già esistesse al momento della dichiarazione del vincolo (l’elenco dei beni vincolati secondo il codice dei beni culturali e paesaggistici ndr)», e che invece durante un sopralluogo fu ritrovato un «sarcofago in buono stato di conservazione» perché «fortunatamente collocato in luogo riparato dall’azione diretta delle precipitazioni atmosferiche», cosa che dimostrerebbe l’intento dei fratelli di salvaguardare, quando hanno potuto, il patrimonio della villa e di non volerlo distruggere. Chi ha inviato la mail ha provveduto anche a sottolineare delle parti, tra cui questa: «Occorre prendere atto che i costi della messa in sicurezza, restauro e recupero di villa Massoni secondo una stima sarebbero di circa 80 milioni di euro; costi che superano ogni presumibile capacità di intervento singolo, da parte delle pubbliche amministrazioni statali e locali»; mentre per l’individuazione di spazi idonei alla conservazione delle opere «l’intervento è stimato in 30mila euro da attribuirsi all’amministrazione comunale o regionale». L’avvocato di Marco Casonato Riccardo Balatri conferma che il suo assistito non ha alcun accesso alle mail dal carcere. —M.D.A
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