Il Tirreno

le cifre 

Trentatré milioni di danni ancora da essere risarciti

A.V.

Sono 990 le domande  certificate dei privati,  per un totale di 13,2 milioni e venti milioni e 500mila quelli delle imprese

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CARRARA

Tredici milioni. Per la precisione 13milioni e 200mila euro di danni, certificati, da parte dei privati. E venti milioni, 20 milioni 500mila per essere esatti, quelli delle imprese: ma, non solo le grandi aziende (quelle del marmo in via Argine Destro) ma anche i negozi, i parrucchieri. Insomma tutte le attività (a partita Iva) finite in ginocchio a causa dell’alluvione di quattro anni fa.

Sono 576 domande presentate dai privati, 338 quelle delle imprese.

Un lungo conto a cui avrebbero dovuto daver risposte (e soldi) il governo e la protezione civile nazionale.

Ad oggi - e questo lo hanno detto proprio i cittadini della zona rossa durante il reportage del Tirreno di pochi giorni fa - sono arrivati solo i 5mila euro di contributo di solidarietà. Poi più nulla.

La conta dei danni

Mobili pieni di fango. Vestiti a galleggiare nella melma. Piatti, bicchieri, scarpe: tutto portato via dalla furia della piena, da quel Carrione che all’alba di quattro anni fa, il 5 novembre, ha rotto 200 metri di argine e ha messo in ginocchio centinaia di famiglie.

Nell’alluvione c’è chi ha perso tutto. E ha certificato i danni: 990 domande con la richiesta di 13 milioni e 200mila euro.

Lo hanno fatto anche le imprese (negozi, imprese, locali) in 338 per un conto da oltre 20 milioni.

Una ferita ancora aperta - a livello risarcitorio - proprio alla vigilia della prima udienza (preliminare), quella del 22 novembre, davanti al giudice Alessandro Trinci. —

A.V.

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