Il Tirreno

L'alluvione di Carrara del novembre 2014

Argine sbriciolato, il 22 novembre prima udienza davanti al giudice

Alessandra Vivoli
Argine sbriciolato, il 22 novembre prima udienza davanti al giudice

A quattro anni e diciassette giorni dalla maxi esondazione  in sei dovranno rispondere in tribunale di disastro colposo

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CARRARA

La notizia trapela proprio nel giorno del quarto anniversario di quella ondata di piena che, da via Argine Destro, ha mandato sott’acqua il cuore pulsante di Marina vecchia.

Proprio nel giorno del quarto anniversario arriva una certezza: si va in tribunale.

A quattro anni e diciassette giorni dall’alluvione è stata fissata la prima udienza, il prossimo 22 novembre, per l’ondata di piena che il 5 novembre di quattro anni fa ha rotto un tratto (200 metri) di argine del Carrione e devastato Marina di Carrara.

Sotto il mirino della magistratura era finito tutto il Carrione. Ma le responsabilità di questa esondazione, quella per cui il cuore della Marina vecchia si lecca ancora le ferite, girano tutte attorno a quell’argine costruito nel 2007 e certificato nel 2009, poi sbriciolatosi come un biscotto lo scorso sotto l’onda della piena.



Davanti al giudice Alessandro Trinci, nell’udienza preliminare fissata per le 11 del 22 novembre, sfileranno l’allora dirigente della Provincia, Gianluca Barbieri, la responsabile del servizio patrimonio dell'ente, Marina Rossella Tongiani, il titolare della ditta costruttrice Elios srl di Aulla, Diego Tognini, il geometra Giulio Alberti, direttore tecnico del cantiere dove avvenne il crollo, il progettista dell'opera. E ancora: Franco Del Mancino, progettista e direttore dei lavori dell'argine, cioè colui che lo ha certificato e Stefano Michela, ex dirigente alla difesa del suolo della Provincia, colui che - secondo l'accusa - alle svariate segnalazioni di infiltrazioni nell’argine aveva assicurato che «la problematica segnalata non risulta presentare criticità di tipo strutturale».



Gianluca Barbieri (difeso dagli avvocati Gian Paolo Carabelli e Roberto Valettini), Franco Del Mancino (assistito dagli avvocati Laura Del mancino e Roberto Iacopetti), Stefano Michela (difeso dall’avvocato Enrico Marzaduri), Marina Rossella Tongiani (assistita dall’avvocato Enzo Frediani), Giulio Alberti (difeso dagli avvocati Dino Del Giudice e Giovanni Diotallevi) e Diego Tognini (assistito dal legale Franco Perfetti) sono imputati per il reato di disastro colposo.

Con l’aggravante per Del mancino, Michela, Barbieri e Tongiani di aver commesso il atto con la violazione dei doveri inerenti la pubblica funzione dagli stessa ricoperta (falso ideologico).



Diciotto cantieri di somma urgenza e un master plan approvato dalla giunta regionale nell’agosto del 2016 per la situazione complessiva del Carrione, dalla foce al piano.

E, ancora, la ricostruzione (da 4 milioni di euro) del muro crollato e l’appalto per la canaletta del Magra (dalla foce del Carrione fino all’Aurelia per far defluire meglio le acque. E argini rimessi a posto a valle, anche in prossimità del ponte delle Ferrovie.

Ad oggi sono stati già spesi oltre 10 milioni per la messa in sicurezza del Carrione e i lavori andranno avanti ancora per anni prima di essere completamente terminati.

Una parte dovrà farla anche il Comune che è stato invitato (secondo le disposizioni della tabella di marcia regionale) ad abbattere tutti e sette i ponti e le passerelle all’imbocco della città proprio per far defluire al meglio le acque del fiume nel centro storico e ridurre i rischi di esondazione.

Si tratta del famoso intervento che, secondo lo studio del professor Seminara dovrebbe toccare il ponte della Bugia e quello del Mulino Forti. Un provvedimento che, fino ad oggi, è rimasto sospeso ma con cui la tabella di marcia dovrà fare i conti.



Sulla vicenda dell’alluvione si era mossa già la Corte dei Conti con la richiesta di due milioni e mezzo di euro come danno erariale nei confronti di chi ha eseguito e supervisionato i lavori nel tratto di argine che il 5 novembre di quattro anni fa si è sgretolato sotto la forza dell’onda di piena del Carrione.

La pratica è arrivata circa un anno fa a Palazzo civico ma, in attesa della fissazione dell’udienza preliminare della vicenda di carattere “penale” ancora non si era mosso nulla. —

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