Gioco
Antona ha ricordato i caduti nella prima Guerra mondiale
L’iniziativa promossa dal Gruppo Alpini e dai Circoli Acli e Endas del paese L’attore Fabio Cristiani ha letto dodici “lettere sceniche”
MASSA
Si è svolta ad Antona, a cura del Gruppo Alpini e dei Circoli Acli e Endas del paese e con la partecipazione dei Gruppi Alpini di Massa, Castagnola e Montignoso, la commemorazione per il centenario della fine della Grande Guerra. Alla presenza del presidente della sezione Alpini di Massa-Carrara, Gianni Romanelli e dei due vicepresidenti, Alfredo Dell’Amico e Domenico Mori, la manifestazione è iniziata con la cerimonia dell’alzabandiera all’esterno della ex Scuola Materna, dove al primo piano è sistemata la sede del Sistema di Protezione Civile Comunale per la zona montana.
I presenti, compresi alcuni parenti dei caduti in guerra (1915-1918) e familiari dei Reduci di Guerra (Cavalieri di Vittorio Veneto) sono poi andati in corteo in piazza San Rocco per la deposizione della corona di alloro alla lapide che ricorda il sacrificio dei dodici caduti antonesi.
Il presidente della sezione provinciale è intervenuto portando i saluti del presidente nazionale dell’Associazione Alpini, Sebastiano Favero, Giorgio Giromella, a nome del Gruppo Alpini di Antona, nel suo intervento, dopo aver presentato l’attore massese Fabio Cristiani, ha ricordato i caduti di Antona nel conflitto 1915-1918, alcuni dei quali deceduti nei campi di prigionia in Austria e Germania.
Sono stati menzionati anche i Reduci di Guerra di Antona (cavalieri di Vittorio Veneto) oggi tutti deceduti, e ad alcuni dei loro familiari presenti è stata consegnata copia di una storica foto-ricordo del 4 novembre 1978, che rappresenta il gruppo dei reduci riuniti in occasione del 60° anniversario della fine della guerra 1915-1918.
L’attore Fabio Cristiani ha concluso la manifestazione interpretando le dodici “lettere sceniche” relative ad altrettante “lettere immaginarie” scritte dai dodici soldati ed indirizzate ai loro paesani in occasione del 4 novembre 2018. Come scrivono i promotori, a distanza di cento anni «i caduti in guerra antonesi erano presenti spiritualmente nella piazza S. Rocco di Antona, da dove – richiamati alle armi – partirono salutando familiari ed amici che non poterono più riabbracciare». —
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