Italia
«Troppo gravi i danni alla statua di Turigliano, sarà la prossima priorità»
"Siamo stati molto dispiaciuti di non essere riusciti a sistemare il monumento ai caduti della Prima guerra mondiale in tempo per la festa dell’Unità nazionale"
CARRARA. «Siamo stati molto dispiaciuti di non essere riusciti a sistemare il monumento ai caduti della Prima guerra mondiale in tempo per la festa dell’Unità nazionale. Purtroppo è un intervento non facile, che richiede attenzione e soldi, che nell’immediato non avevamo a disposizione. Ma è una delle nostre priorità, questo lo posso assicurare a tutti i cittadini».
Così l’assessore alla Cultura del Comune di Carrara, Federica Forti, interpellata dal Tirreno sul futuro del monumento che si trova all’interno del cimitero di Turigliano, distrutto, praticamente decapitato, da un vecchio cipresso, troncato dal vento lo scorso lunedì, mentre infuriava la tempesta.
L’albero ha investito in pieno il monumento al centro del Sacrario che accoglie i caduti delle due guerre mondiali e delle missioni di pace. La statua dell’Italia, secondo gli stilemi dell’epoca, è raffigurata come una donna con una corona di torri in testa, che porge una ghirlanda d’alloro con la mano destra e tiene uno spadone con la sinistra, ma ha una particolarità, l’artista l’ha raffigurata ai primi mesi di gravidanza.
E’ opera dello scultore Ranieri Marchini, della fine degli anni venti, ed era destinata ad essere il monumento ai caduti di Avenza e Marina, essendo quello di Turigliano il cimitero frazionale dei due centri, come denotano i primi versi dell’epigrafe “Alla memoria dei nati nella dolce terra che dall’Avenza dechina alla spiaggia di Carrara”. La statua è stata scaraventata a terra, nell’urto gli si è staccata la testa dal collo e anche altri parti sono finite in frantumi. «Si capisce che – dice l’assessore Forti – avrà bisogno di un restauro molto importante, che non si poteva risolvere in pochi giorni».
Come ricordava nei giorni scorsi lo storico Pietro Di Pierro, inizialmente il monumento di Turigliano doveva essere solo di Avenza e Marina, poi diventò unico di tutto il territorio vista l’ultima frase “Il popolo dell’Avenza, Carrara e Marina, con pio animo concorde”. A Marcognano, c’è anche un’altra stele che ricorda i caduti della Prima Guerra Mondiale, ma risulta eretta prima della fine del conflitto. Il Comune vi ha posto una corona. Il marmo avrebbe bisogno di una ripulita. —
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