Il Tirreno

polemica sull’immagine del manifesto per le celebrazioni del 4 novembre scelta dal comune di massa 

Sono inglesi i soldati «felici» scelti per l’Unità nazionale

Manuela D’Angelo
L'immagine di soldati inglesi in partenza per il fronte scelta per il manifesto dal Comune di Massa
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L'immagine di soldati inglesi in partenza per il fronte scelta per il manifesto dal Comune di Massa

La foto rappresenta militari anglosassoni eccitati per la partenza verso il fronte. Il sindaco: «Nessuna gaffe, sono uomini». Lo storico: «L’Italia non ama la storia»

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massa

Sorridono in una foto in bianco e nero, alzando in aria gli elmetti, felici della fine della guerra. E’ questa l’immagine scelta dal Comune di Massa sul manifesto diffuso in città per le celebrazioni del 4 novembre, la giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate, istituita nel 1919, per commemorare la vittoria italiana nella Prima guerra mondiale. Peccato però che quei soldati non solo non sono italiani, bensì inglesi, ma non stiano neanche festeggiano la fine della guerra, ma la partenza per il fronte. La fotografia è conservata all’interno dell’Imperial war museum di Londra ed è visibile anche all’interno dell’archivio digitale Zanichelli, registrata sotto la didascalia “Truppe inglesi partono per il fronte e salutano” e dove si spiega che «L’inizio della Grande guerra venne vissuto come una festa, con scene di grande entusiasmo in tutte le nazioni». Insomma la storia “tradisce” il Comune di Massa che, di fatto, sceglie la foto di soldati inglesi eccitati per il loro ingresso in guerra e non felici per la conclusione del conflitto. Massa non è la sola a cadere in questi errori: pochi giorni fa anche il Comune di Seravezza, per il centenario della vittoria, aveva fatto comparire militari russi sulle locandine che pubblicizzavano la Festa delle Forze armate. La segnalazione degli inglesi a Massa arriva da un lettore e il tam tam in poche ore è stato inevitabile. Il capo di Gabinetto del Comune, interpellato dal Tirreno, dichiara che «Si è trattato di una scelta consapevole. Nessun errore. Gli Uffici hanno scelto una foto di soldati felici, perché quando finisce una guerra non ci sono bandiere, o divise, ma soltanto uomini». Non ci sono gaffe neanche per il sindaco Francesco Persiani: «Nessuno ha mai detto che fossero italiani, o alleati. Sono soldati su un manifesto. Mi sembra una polemica di basso profilo che non colpisce l’amministrazione ma tutti coloro che si sono tanto prodigati per organizzare l’evento».

Abbiamo chiesto anche un parere ad uno storico locale, Franco Pezzica: «Vorrei essere sincero – inizia – non parlerei di gaffe, ma di una distrazione. Su quel manifesto ci andavano soldati italiani, su questo, a parer mio, non c’è dubbio, perché è la nostra festa dell’Unità nazionale, la festa per la vittoria dell’Italia, non quella dell’Inghilterra. Detto questo, gli inglesi furono nostri alleati nella Prima guerra mondiale, e tantissimi loro soldati persero la vita nella nostra stessa guerra. Questa distrazione è molto meno grave di quella avvenuta a Seravezza, dove i militari utilizzati per il manifesto del 4 novembre erano addirittura russi. Tutto questo mi porta infine ad una riflessione, che certo ha a che fare con gli episodi avvenuti oggi: la storia rimane una materia poco conosciuta dai nostri concittadini, raramente ben insegnata nelle scuole. D’altra parte come diceva Foscolo se c’è un popolo che non ama la storia è quello italiano» —

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di Redazione web