Italia
Nel processo villa Massoni l’ago è la soprintendenza In gioco c’è la confisca
massaIn ballo c’è, in caso di condanna, persino la confisca della storica Villa Massoni. A stabilirlo sarà la giudice Alice Serra nel processo che è ripreso ieri in aula, quasi dal grado zero, dopo...
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In ballo c’è, in caso di condanna, persino la confisca della storica Villa Massoni. A stabilirlo sarà la giudice Alice Serra nel processo che è ripreso ieri in aula, quasi dal grado zero, dopo la richiesta dei “termini a difesa” dall’avvocato di Marco Casonato, Riccardo Balatri. Si tratta di un tecnicismo che un legale può chiedere quando subentra a un altro per avere qualche giorno per prendere contezza degli atti. E oggi, nonostante qualche intoppo, il processo ha ripreso a camminare.
In aula erano attesi due testimoni, il carabiniere Claudio Terzulli, del nucleo Tutela Patrimonio Culturale e Arcangelo Argenzio dei vigili del fuoco.
Con un piccolo colpo di scena, l’avvocato Balatri ha acconsentito che le dichiarazioni dei testimoni, già sentiti in precedenza, venissero utilizzate ai fini della decisione. Riservandosi, però, la possibilità di fare qualche domanda integrativa. In questo modo le udienze possono proseguire più speditamente che dovendo risentire dall’inizio tutti i testimoni.
Una richiesta che la giudice ha valutato, prendendo del tempo, per poi decidere di accoglierla. E le domande della difesa si sono concentrate sul ruolo della Soprintendenza, imputato con l’accusa di danneggiamento al patrimonio archeologico, storico o artistico nazionale in quanto proprietario della villa perché, secondo la procura, villa Massoni è un bene di tutti, complesso di pregio storico, sotto la tutela della soprintendenza.
Le prime questioni poste al maresciallo Terzulli dalla difesa riguardavano una serie di fotografie aeree fatte nel 2014 dai c arabinieri e acquisite nel processo. Terzulli, su precisa richiesta di Balatri, ha spiegato che non era stato lui materialmente a eseguire quelle foto e così l’avvocato ha chiesto di eliminarle dal fascicolo. La giudice ha stabilito di eliminare la relazione del sopralluogo, ma di mantenere comunque le foto in quanto documenti.
Balatri ha poi chiesto al maresciallo se siano mai stati svolti accertamenti della soprintendenza su comunicazioni formali a Casonato riguardo la necessità di fare dei lavori. «Ha nno detto più volte di avere richiesto di entrare e di non avere ricevuto risposte. Ma non sono mai stati fatti accertamenti».
La prossima udienza è stata calendarizzata per il 6 novembre, quando saranno ascoltati due tecnici della soprintendenza. —
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