Il Tirreno

dopo il convegno in accademia 

Carrara candidata a sede della Mary Shelley’s Society

M.B.
Carrara candidata a sede della Mary Shelley’s Society

Sarebbe la prima in Italia e creerebbe un circuito virtuoso di turismo letterario. Avallate le intuizioni di Maria Mattei sui legami con Lavenza e Pellegrino Rossi

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CARRARA. Carrara è una candidata forte ad entrare nel circuito dei luoghi Shelleyani, uno di quei percorsi letterari capaci di richiamare appassionati di letteratura e d’arte da tutto il mondo, e quindi di creare un circuito virtuoso di turismo globale. È questo uno dei risultati più importanti della due giorni dedicata ala grande scrittrice Mary Shelley, autrice di Frankenstein e molto altro. Tecnicamente, Carrara potrebbe essere una delle sedi della Mary Shelley’s Society, che ha filiali negli Stati Uniti e in Inghilterra ma non ancora in Italia. Questo perché quelle che la professoressa Maria Mattei, promotrice con la sua Open Centre (e insieme all’Accademia di Belle Arti) del convegno “Romantici e ribelli, Mary Godwin Shelley e gli Anglo-Italians”, ha visto avallate nel corso della due giorni di lunedì e martedì scorsi, alcune sue intuizioni nate dagli studi sulla scrittrice.

In particolare, Nora Crook, considerata una delle più grandi studiose di Mary e del merito Percy Shelley, ha ritenuto fondate le supposizioni relative alla scelta del cognome Lavenza per Elizabeth, la cugina per parte di padre - nell’edizione del libro del 1818 - di Victor Frankenstein. Lavenza, ovvero Avenza di Carrara, era una tappa obbligata del Grand Tour, e qui c’è il Castello di Castruccio, protagonista del secondo romanzo di Mary Shelley, Valperga. Per quel cognome Lavenza, si ipotizza, il legame speciale era dovuto all’amicizia con l’avvocato patriota carrarese Pellegrino Rossi, che fu nell’estate del 1816 a Ginevra con Mary e Percy Shelley, traduttore in italiano dei poemi di Percy Byron Il Giaurro, Parisina e Il Corsaro. Pellegrino Rossi, che poi fu primo ministro di Pio IX, era esule in Svizzera; era anche amico di Sismonde de Sismondi, autore che la Shelley studiò a fondo per scrivere Valperga.

In questi giorni, il 15 novembre, ricorreranno i 170 anni dell’uccisione di Pellegrino Rossi, che fu accoltellato sulle scale del Palazzo della Cancelleria a Roma. «Anche la figura di Pellegrino Rossi - commenta Maria Mattei - meriterebbe di essere molto valorizzata da Carrara, e riscoperta. Della Shelley è quasi certo che non vide mai Carrara, ma il marito sì, che qui avrebbe avuto l’ispirazione per il “Trionfo della vita”». Come sostiene Nora Crook, Mary Shelley, che era anche grande appassionata di geologia, potrebbe aver visitato le cave di Carrara con gli occhi dell’immaginazione, attraverso le descrizioni del marito e di Jane Williams.

Una grande opportunità quindi, scaturita dal convegno in Accademia, e già concretizzata nella lettera di invito della Keats ad Shelley Society Memorial Association, perché al prossimo evento Maria Mattei vada a portare l’esperienza del convegno carrarese e a riferire di quanto emerso. —M.B.

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