Sicurezza
La Cristoforo: il pesce era ok e il caso riso subito risolto
PONTREMOLIAncora riflettori sulla questione della mensa alla media Ferrari. Dopo le polemiche delle scorse settimane, è il dottor Francesco Clementi, presidente del consiglio di amministrazione di...
PONTREMOLI
Ancora riflettori sulla questione della mensa alla media Ferrari. Dopo le polemiche delle scorse settimane, è il dottor Francesco Clementi, presidente del consiglio di amministrazione di “Cristoforo Società Cooperativa Sociale Onlus”, la società che fornisce i pasti alla mensa della scuola a precisare quanto accaduto. Partendo dal contenuto dell’articolo “Riso ai bachi e pesce avariato. Servizio mensa sotto accusa” apparso su Il Tirreno del 12 ottobre scorso a firma Riccardo Sordi, nonché dall’articolo digitale pubblicato sull’edizione online del medesimo quotidiano in pari data.
«Dal 1 ottobre 2018 la cooperativa Cristoforo gestisce il servizio di refezione scolastica presso le mense dell’istituto comprensivo Ferrari di Pontremoli. Preme a chi scrive fare chiarezza circa gli episodi riferiti con toni allusivi e spropositatamente allarmistici nell’articolo sopra richiamato. In particolare, quanto al rinvenimento di bachi nel riso somministrato il 4 ottobre, si fa presente che, dopo la segnalazione di alcuni alunni, è stato verificato che il riso, pervenuto in confezioni integre solo due giorni prima ed aperte quella stessa mattina, era stato contaminato dal cosiddetto punteruolo del grano, piccolo insetto comune di colore bianco che, ad occhio nudo, risulta difficilmente visibile in un piatto di riso in bianco come quello servito in quella occasione. Immediatamente la pietanza è stata ritirata dalle tavole e la nostra responsabile autocontrollo Haccp, dottoressa Irene Rotelli, ha aperto la pratica di non conformità segnalando l’accaduto alle autorità competenti, nonché al fornitore del riso, il quale non ha tuttavia fornito alcuna risposta ed è stato subito sostituito con altra azienda di fiducia». «Quanto, invece, al presunto episodio del’8 ottobre, nel quale a dire del suddetto articolo sarebbe stato servito del pesce avariato – prosegue il dottor Clementi – è doveroso precisare che tale notizia risulta totalmente infondata e priva di riscontri nella realtà. Anzi, le verifiche sensoriali effettuate sul lotto di pesce servito in quella data nell’immediatezza dei fatti, hanno evidenziato il corretto stato di conservazione della pietanza e l’assenza di qualsivoglia alterazione olfattiva e/o visiva. A conferma di tutto ciò, si precisa che rispettivamente in data 12-10 e 15-10 sono stati effettuati in loco i controlli ispettivi da parte dell’Asl e dei Nas di Livorno nel corso dei quali non sono stati rinvenuti alimenti in cattivo stato di conservazione e/o decorsi di validità». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google