Gioco
«Io voglio giocare in casa davanti ai nostri tifosi, il Comune ci metta la faccia»
L’allenatore degli azzurri a cuore aperto: il pubblico è il dodicesimo giocatore in campo, con la volontà il sindaco può aprire lo stadio
CARRARA
«Una cosa sia ben chiara: se domenica giocheremo in casa a porte chiuse il Comune si deve assumere tutte le responsabilità. La Carrarese, infatti, vuole giocare nel suo stadio, davanti al suo pubblico. Solo questo. Occorre fare uno sforzo per finire i lavori, e il sindaco deve firmare la deroga. Altrimenti deve metterci la faccia».
Silvio Baldini è uno che parla chiaro. Senza troppi giri di parole. Parla col cuore, e vorrebbe vedere la sua Carrarese giocare finalmente in casa, davanti al proprio pubblico.
«Devono accelerare con i lavori, lavorare anche il giorno di festa, anche la notte: con un bello sforzo lo stadio può essere riaperto - continua l’allenatore della Carrarese - I varchi sono a posto, bisogna montare la rete e la gradinata è sistemata. Serve una deroga e con l’Albissola si può giocare al Dei Marmi. Altrimenti, lo ripeto, il sindaco ci deve mettere la faccia. Noi abbiamo chiesto di giocare a casa nostra, ma non a porte chiuse».
«A me non piace la retorica, non amo le frasi fatte. Io lo credo davvero che il pubblico è il dodicesimo giocatore in campo: per questo io l’ho detto chiaro, negli incontri che abbiamo avuto con il Comune: “Guardate signori che io voglio giocare nel nostro stadio, a Carrara, il 4 novembre. Io mantengo la parola e ci vuole volontà, da parte degli altri, per mantenere la loro. Non ho paura a metterci la faccia, ma non passi la linea che è stata la Carrarese a scegliere di giocare a porte chiuse: per me il pubblico è fondamentale, i tifosi sono fondamentali non solo per una partita ma per tutto il campionato».
Mister Baldini a ruota libera. E, come ripete spesso nella nostra chiacchierata: ci mette la faccia.
«Io scuse non ne voglio, le scuse le cercano i perdenti - comincia col mettere in chiaro il tecnico degli azzurri - L’inagibilità dello stadio e tutta questa storia mi hanno deluso, mi ha deluso l’amministrazione Cinque Stelle, e pensare che io a Massa li ho pure votati».
«Io il 5 maggio, a campionato finito farò le mie valutazioni, se non reputerò di essere stato all’altezza arrivederci e tanti saluti - continua Baldini - Gli allenatori, i giocatori, i presidenti e i dirigenti passano, la squadra resta, i tifosi restano. Per questo bisogna pensare a loro, per questo dico che la partita di domenica io la voglio giocare nel nostro stadio. Davanti al nostro pubblico».
L’incontro con il mister della Carrarese, pochi minuti prima della pausa pranzo (nella mensa del Dei Marmi con un menù a base di pasta al pesto, arrosto di tacchino e gallette) si chiude con un appello al sindaco.
«Non mi piace quando si fanno le foto sull’andamento dei lavori con De pasquale in campo, queste cose lasciamole state, lasciamo stare tanti discorsi - conclude l’allenatore della Carrarese - Io apprezzo i fatti concreti. Apprezzo la volontà di fare il possibile per poter arrivare a un’apertura in deroga di una parte dello stadio dei Marmi. Solo questo». —
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