Il dolore
«Uccisa prima della gita e niente rimborso»
Enrica Barani fu travolta da un’auto. Il figlio: «Non vogliono ripagare la cifra». Gli organizzatori: «Provvederemo»
MASSA. «Non solo sono partiti in gita lo stesso, dopo che mia madre e un altro signore erano stati uccisi. Ma ora per quel viaggio che lei non ha mai fatto non mi vogliono nemmeno rimborsare». Questa la versione di Riccardo Milani, che chiede rispetto, la sensibilità che dovrebbe andare oltre le parole e arrivare prima delle richieste. Perché quegli 800 euro pagati per un viaggio mai fatto, no, non li avrebbe mai voluti chiedere. Sarebbero dovuti tornare indietro e basta. Un gesto minimo, ma importante.
La madre, Enrica Barani, originaria di Massa e residente a Empoli, perse la vita lo scorso aprile mentre aspettava la corriera per una gita insieme ad altri amici per andare a Praga. Con lei morì anche Carmine Rifugio. Il viaggio era organizzato da alcuni tour operator e nonostante l’incidente la comitiva partì comunque alla volta della Repubblica Ceca. «Siamo partiti perché le cose ormai erano definite e non si poteva fare altrimenti - spiegarono il giorno dopo la tragedia contattando la redazione del Tirreno- l’accompagnatrice e organizzatrice del viaggio è stata costretta a partire per occuparsi del resto del gruppo».
«Scrivo appunto perché questi individui che hanno organizzato la gita, ad oggi, oltre a non farsi mai sentire, ed essere comunque partiti per la gita dopo poche ore dalla tragedia come se nulla fosse accaduto, non si sono neanche degnati di rimborsare gli 800 euro che mia mamma aveva pagato il giorno prima di partire. Scrivo per rimarcare lo sdegno».
Insomma, non vuole sentire parlare di «obbligo a partire». «Anzi, hanno dimostrato - continua Milani - la più completa indifferenza per la morte di una persona. Per un fatto tragico. È come se si aprisse ogni volta una ferita». La credevano rilassata, in viaggio verso Praga. E di colpo la telefonata, il viaggio da Empoli a Massa. La presa di coscienza all’obitorio, la grande dignità di fronte al fulmine a ciel sereno.
Rievoca con fastidio quella che ricostruisce come l’insistenza degli organizzatori del viaggio nei giorni precedenti. «L’hanno bersagliata di messaggi, insistendo perché venisse fino al giorno prima. L’hanno letteralmente convinta a partire», continua Riccardo Milani. Non è per i soldi che lo fa Riccardo. Non sono certo 800 euro che chiuderanno quella pagina di dolore, quei rimpianti, quei “se”. È il gesto. Sapere di avere onorato un debito con la madre, sul piano morale. «Perché lei quei soldi li avrebbe dati in beneficenza, conoscendola. Ed è quello che intendo fare anche io».
Gli organizzatori del viaggio e la consulente fanno sapere, però, contattati da Il Tirreno, che all’avvocato di Milani sono già arrivate le carte in posta certificata con le coordinate per avere il rimborso. «Lo riceveranno dai tour operator, la signora non ha speso 800 ma 700 euro. La cifra verrà restituita. Il risarcimento verrà fatto, dopo le richieste che sono arrivate. Non è vero che non c’è». Per intero? «Verrà restituita la somma spesa». —
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