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Parte il progetto Agape contro il bullismo in aula L’istituto Tifoni capofila

CRISTIANO BORGHINI

MULAZZOGiornata importante all’interno delle mura del palazzo comunale mulazzese dove è stato presentato il progetto Agape, lanciato dalla presidenza del Consiglio dei Ministri, all’interno del quale...

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MULAZZO

Giornata importante all’interno delle mura del palazzo comunale mulazzese dove è stato presentato il progetto Agape, lanciato dalla presidenza del Consiglio dei Ministri, all’interno del quale vengono trattati temi delicatissimi come la disabilità ed il bullismo. In questo progetto l’istituto “Tifoni” di Mulazzo sarà il capofila per la Toscana, aggregandosi insieme all’istituto Cocchi di Licciana Nardi, al “Ferrari” di Pontremoli e all’istituto “Buonarroti” di Carrara. Obiettivo di questo progetto interscolastico è combattere il bullismo e favorire l’integrazione. Di contribuire, cioè all’abbattimento di quelle barriere che possono condurre all’isolamento del singolo alunno, che non riesce ad interfacciarsi con i propri compagni a causa di determinati fattori, siano essi sociali o legati alla disabilità. Si punta a contrastare quindi qualsiasi comportamento non idoneo spiegando ai ragazzi quale sia il modo migliore per approcciarsi a chi ha una disabilità. Verrà inoltre sottolineato come alcune forme di bullismo non si limitino solo alla violenza fisica, ma possano nascere anche da quella verbale, le quali sono forse più subdole e penetrano più in profondità, eliminando la fiducia in sé stessi e la capacità di stabilire legami profondi con gli altri, diventando un ostacolo insormontabile.

«Mi reputo molto soddisfatto di questa iniziativa – afferma il sindaco di Mulazzo Claudio Novoa – che vede il nostro istituto Tifoni come capofila, in un progetto molto ampio che vede coinvolte 70 scuole in 13 Regioni. Si tratta di un modo innovativo di interpretare la didattica e consentirà di combattere la violenza e la diseguaglianza sotto ogni forma, che rappresentano una minaccia per la convivenza e l’inclusione di ogni singolo bambino. Dobbiamo, infatti, insegnare loro che non esistono differenze, che nessuno può essere lasciato indietro, che nessuno può essere fatto oggetto di prese in giro perché ha una disabilità o proviene da un contesto di disagio e difficoltà. I ragazzi vanno responsabilizzati ed educati».

Queste politiche della scuola, aggiunge ancora il sindaco, vanno nella direzione «di non far sentire nessun ragazzo più indietro rispetto ad altri, isolato o vulnerabile. Il bullismo lo si combatte non addormentandosi». —

CRISTIANO BORGHINI

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