Il Tirreno

“Testarolo Pride”: la cucina lunigianese si mette in mostra Dieci locali coinvolti

RICCARDO SORDI
 “Testarolo Pride”: la cucina lunigianese si mette in mostra Dieci locali coinvolti

Classico con il pesto, al profumo di mare o anche dolce a Pontremoli uno show del prodotto più tipico del territorio

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PONTREMOLI

Si avvicina il grande momento “dell’orgoglio” per quello che è, probabilmente – con la torta d’erbi – il piatto che più di tutti caratterizza e identifica il comune di Pontremoli e la Lunigiana intera. Ovvero il testarolo. E il "Testarolo Pride" è la manifestazione che lo vuole celebrare.

Due giorni, il 12 ed il 13 ottobre, in cui dieci tra ristoranti e locali pontremolesi presenteranno proposte gastronomiche con al centro il testarolo declinato in varie forme. Ogni ristorante proporrà un menù differenti con un prezzo concordato. E già sono disponibili le liste delle vivande che i vari esercenti proporranno ai fortunati viaggiatori.

Partiamo (l’ordine è puramente casuale) dal “Country” (in via Veterani dello Sport) che propone antipasti misti (salumi e formaggi nostrani), poi il testarolo in versione classica con il pesto ed una versione più ricercata al “profumo d’autunno”. Per dolce castagnaccio, amor e torta di mandorle.

Continuiamo il nostro viaggio in pieno centro, in piazza della Repubblica, con la “Cortina di Cacciaguerra” che offre antipasti con torta d’erbi, scarpassa, salume e formaggi locale. Poi un tris di testaroli (speck e gorgonzola, crema ciliegina e stracciatella al pesta, crema di zucchine e salmone) ed infine un testarolo dolce all’alchermes con crema inglese, fragole e cioccolato fondente.

Pochi passi ed eccoci nella piazza del Duomo dove la rinata trattoria da Bussè (anche se ora il nome esatto è “Osteria da Bussè 1930”) per la due giorni proporrà un antipasto tipico, i testaroli della tradizione oltre ad un testarolo originale ai ”profumi di mare”, per poi concludere con un dolce tipico.

Mescola tradizione e novità anche “Il Menhir” (in via IV Novembre) che, dopo un antipasto di torte pontremolesi con formaggio di alpeggio e miele, offre i classici testaroli al pesto e poi una versione innovativa con ragù di porcini e cinghiale. Per dolce un buccellato.

“L’osteria della Luna” (in via Cocchi), propone come antipasto una spalla cotta con giardiniera di verdure. A seguire testarolo artigianato con basilico, olio e parmigiano, e un testarolo gratinato (con ripieno di ricotta e crema di basilico). A seguire sfogliatina con crema Amor e frutti di bosco.

Originale il menù della “Osteria San Francesco e il lupo” (in piazza San Francesco), che dopo un antipasto di torta d’erbi con chips di testaroli e salumi propone il classico testarolo alla pontremolese e poi si “avventura” in degli ardimentosi spaghetti di testaroli alla carbonara e un “testamor” come dolce.

Vince la tradizione invece a “L’Oca bianca” (in via Cavour), dove si partirà con un antipasto con i Sapori di Lunigiana, seguito da testaroli al pesto e testaroli con porcini. Come dolce Brutti ma buoni artigianali con vin santo.

Da “Cà del Moro” (in località Casa Corvi), testaroli dall’inizio alla fine. Si parte con salumi locali con chips di testaroli e poi spiedini di testaroli al lardo e caciotta locale. Poi tris di testaroli (al pesto, con porri e salsiccia, con funghi porcini), poi come dolce crespelle di testaroli con ricotta, castagna glassata e miele DOP della Lunigiana.

Il nostro “tour” nei ristoranti si conclude con il “Caveau del Teatro” (in piazzetta Santa Cristina) che propone un antipasto della Lunigiana (torte, salumi, e padleti di castagno con ricotta), seguiti da testaroli con pesto leggero e testaroli con ricotta del territorio, scaglie di pecorino di Zeri e noci. A chiudere mousse di ricotta con miele Dop e lamponi.

Infine, per chi desiderasse più un spuntino magari con una birra, c’è l’opzione data da “La Caverna dei Nani” (in via della Bietola), offre un aperitivo composto da un Testarolo del Pellegrino con Crudo di Parma e stracchino, e una birra artigianale. Insomma tutto è pronto per l’orgoglio del testarolo. —

RICCARDO SORDI

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