Sicurezza
Il libro in tavola: i 6 finalisti del Bancarella della Cucina
La star è il pasticcere Luigi Biasetto, ma in lizza anche uno studio storico sulla gastronomia ai tempi di Luigi XIV e uno su cosa mangia Papa Bergoglio
PONTREMOLI
Il libro è pronto per andare… in tavola: sono stati decisi i sei libri finalisti che il prossimo 21 ottobre al Teatro della Rosa, si contenderanno il 13° premio Bancarella della Cucina. La commissione di scelta, presa in esame la produzione editoriale del settore gastronomico del 2017, ha proclamato all’unanimità i sei vincitori del premio selezione 2018. Sei libri ognuno dei quali racconta in maniera diversa il mondo della gastronomia. C’è lo studio storiografico di “A tavola coi re” di Francesca Sgobati Bosi (Sellerio) che racconta come era la cucina in Francia ai tempi di Luigi XIV e Luigi XV, non solo nei palazzi reali ma anche tra i sudditi francesi. Ci sono poi due libri che legano il tema dell’alimentazione con quello della salute “Alla tavola della longevità” di Valter Longo (Vallardi) e “Miraggi alimentari” di Marcello Ticca (Laterza). Il primo propone oltre 200 ricette di tutte le regioni italiane e spiega nel dettaglio perchè fanno bene contro l’invecchiamento, mentre il secondo sfata 99 idee sbagliate sull’alimentazione.
“Altri grani altri pani” di Laura Lazzaroni (Guido Tommasi editore), racconta invece la storia autobiografica dell’autrice che intraprende un viaggio alla scoperta di altri grani per realizzare il “Pane” con la p maiuscola. Decisamente dedicato ai più golosi è “Senza dolce non è vita” di Luigi Biasetto (Piemme), dove uno dei più celebri pasticcieri d’Italia porta il lettere in un mondo di dolcezze con ricette e segreti dell’arte della pasticceria.
Infine “A tavola con Papa Francesco” di Roberto Alborghetti (Elekta Mondadori) dove l’autore ci fa scoprire il cibo nella vita di Jorge Mario Bergoglio.
Una sestina “variegata e importante” come sottolinea il presidente della fondazione della “Città del Libro”, Gianni Tarantola, che “unisce alla gastronomia un indubbio valore letterario”. E Tarantola sottolinea l'originalità e la ricercatezza alla base del percorso che porta poi alla decisione della sestina finale: «Siamo invasi da libri di ricette di ogni tipo e qualità. Sarebbe stato facile dare spazio a questa tipologia di volumi che incontrano anche molto successo nelle vendite. Ma il Bancarella Cucina, sin dalla nascita, nel 2006, non ha cercato quella comoda strada ma ha voluto invece credere nell'incontro tra gastronomia e letteratura. Per questo abbiamo sempre cercato di portare alla serata finale del Bancarella Cucina opere che abbiano una storia, un racconto, una dimensione letteraria che si unisca al contesto culinario».
Nelle prossime settimane, i 70 librai dell’Unione Librai Pontremolesi e dell’Unione Librai delle Bancarelle, e i 10 “esperti dell’ambiente enogastronomico”, voteranno, a mezzo di scheda segreta, che verrà poi consegnata al notaio del Premio, il libro che riterranno meritevole di conquistare la statuetta del San Giovannino di Dio, patrono dei librai e simbolo della vittoria del Premio. “Vincitore assoluto” che verrà proclamato al Teatro della Rosa, domenica 21 ottobre alle ore 16, al termine dello spoglio pubblico delle schede pervenute al notaio. Intanto lo stesso Tarantola annuncia con soddisfazione come si sia allargata la famiglia della fondazione con l’ingresso nel consiglio di Giovanni Varoli e Pietro Mascagna. — R.S.
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