Il Tirreno

il retroscena 

Fondazione Cassa di Carrara, spunta il nome di Enrico Isoppi

M.B.
Enrico Isoppi
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Enrico Isoppi

Grandi manovre in corso nell’area di centrosinistra per non consegnare l’ente a un presidente di nomina grillina come il professor Roberto Verona 

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CARRARA

Sorpresa, dietro le quinte sono in corso grandi manovre per tenere nell’alveo dei repubblicani e in generale del centrosinistra la guida della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, l’ente che con tutti i problemi registrati negli ultimi anni a causa di investimenti - come dire? - poco azzeccati (dai derivati alla partecipazione in Carige) ha sì depauperato il patrimonio, ma è pur sempre un serbatoio di contributi per eventi, associazioni e così via.

Il nodo è che è vero che la nomina della maggioranza relativa dei consiglieri del comitato di indirizzo (4 su undici) spetta al Comune di Carrara, a guida 5 Stelle, ma gli altri sette no. E quindi la strada per assegnare la successione di Alberto Pincione al 43enne docente universitario Roberto Verona, individuato dall’amministrazione grillina, appare tutt’altro che in discesa. La diplomazia di centrosinistra, con l’ex sindaco Angelo Zubbani a quanto risulta dai rumors assai attivo, indica un percorso, non semplice ma neppure impossibile, per consegnare la presidenza della Fondazione Cassa di Carrara a Enrico Isoppi, medico, repubblicano doc, già presidente della commissione cultura nella passata consigliatura. Una figura che sarebbe stata individuata per evitare che la Fondazione finisca ai grillini. Ad oggi, risultano nominati i rappresentanti della Camera di Commercio, ovvero Sergio Chericoni, di Confartigianato, e Barbara Maffei, imprenditrice lunigianese, e l’avvocato Luca Benedetti da parte del Comune di Massa. Le nomine dell’ente camerale sono di area centrosinistra, Benedetti, spiega Pierlio Baratta, assessore alle finanze e partecipate del Comune di Massa (nonché ex revisore della Fondazione stessa), parte da posizione “neutrale”: «Noi non siamo a priori per Verona o per un altro candidato - afferma Baratta - siamo per chi, nei programmi, si impegnerà a dare più visibilità e più fondi a Massa. Non può essere che fatto 100 il tot a disposizione, Carrara abbia 80, Massa 10 e la Lunigiana 10».

Come noto, non faranno più la loro nomina la Provincia di Massa-Carrara e il Cai, e scenderanno da tre a due i "cooptati" (nominati dai membri già eletti). La Confindustria Apuana e l'Accademia di Belle Arti dovranno presentare due terne nell'ambito delle quali verranno scelti due rappresentanti, e entrambi i prescelti, così risulta, difficilmente saranno di area grillina. E i cooptati, scelti dal comitato di indirizzo? La partita si gioca qui, ma l’impressione è che per Verona la strada per arrivare alla maggioranza (6-5 o 7-4) sia in salita. E forse i grillini dovranno accontentarsi della presidenza del collegio sindacale. —M.B.

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