Sicurezza
Branco di lupi sbrana un gregge Uccise 7 pecore e due agnelli
Gli animali erano di un allevatore che le custodiva nella stalla davanti alla sua proprietà «Raid non compiuto per fame ma per addestrare i cuccioli»
BIBOLA
Faceva il falegname Fausto Benettini di Bibola di Aulla e una volta andato in pensione, nove anni fa, si era comprato alcune pecore zerasche per poi consumarne in famiglia le pregiate carni. Ma quello che era anche un passatempo per il signor Fausto, accudire quegli animali nei propri campi per trascorrere serenamente gli anni della pensione, è stato brutalmente spezzato dall'assalto di un branco di lupi.
Avete capito bene, si è trattato di lupi, come ha attestato la dottoressa dell'Asl che è salita a Bibola per constatare la causa di morte delle povere bestiole. Perchè l'immagine dei lupi che si fanno avanti minacciosi nella neve appartiene ormai al passato e sempre più spesso ci si può imbattere in questi animali feroci nelle valli, complice il ripopolamento che ne è stato fatto per arginare il numero eccessivo dei cinghiali, altra piaga non da poco per agricoltori e contadini, viste le devastazioni che arrecano ai terreni e alle coltivazioni. Ma se il numero dei cinghiali, forse anche per questo, da circa tre anni sembra essere in diminuzione, accade esattamente il contrario per i lupi, che ormai possono vedere il mare in lontananza.
E Fausto Benettini è giustamente avvilito per quanto gli è successo e parla di strage in riferimento alle sue pecore: «Il tutto si è consumato attorno alle 4 del mattino, perché la mia vicina di casa ha sentito i propri cani abbaiare. Avevo undici animali, ora sono rimasto con una pecora e un agnello, mentre sette pecore col maschio e due agnelloni sono stati sbranati». Un particolare inquietante viene sottolineato dal signor Benettini, ovvero che i lupi avrebbero compiuto il raid nella sua stalla non per fame, ma per insegnare ai cuccioli a cacciare, come dimostrerebbe il fatto che le pecore sarebbero state, soprattutto, sbranate e basta, non mangiate. Ma c'è un altro dettaglio che mette i brividi: «Avevo speso un sacco di soldi per recintare bene il mio appezzamento di terreno, ma non c'è stato niente da fare, i lupi sono entrati ugualmente. E sono entrati - prosegue il signor Benettini - non scavando sotto la rete, ma salendoci sopra e buttandola giù col peso, perchè qui ci troviamo in presenza di bestie di 80, 90 chili». Infine, lo sfogo di Fausto Benettini fa riferimento anche a rimborsi che non arriveranno: «Per questo tipo di eventi spiacevoli non abbiamo diritto ad alcun tipo di rimborso e la cosa assurda è che i lupi sono una specie protetta. Noi piccoli contadini come facciamo ad andare avanti in questo modo?».
GIANLUCA UBERTI
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