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Al via le indagini sulla falda «I privati devono collaborare»

DAVID CHIAPPUELLA
Al via le indagini sulla falda «I privati devono collaborare»

Presentato in Comune l’inizio delle indagini ambientali I lavori interessano 260 pozzi Persiani: «Chi teme sanzioni deve stare sereno e aiutare»

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MASSA

«Questa è una data storica. Il progetto di indagini ambientali che presentiamo costituisce il primo passo fondamentale per riportare in condizioni di sicurezza e salubrità il nostro territorio». Così il sindaco Francesco Persiani ha presentato le attività di caratterizzazione previste nell’accordo di programma per la bonifica della falda acquifera delle aree Sin e Sir di Massa-Carrara durante un incontro pubblico tenutosi nella sala consiliare alla presenza di un folto pubblico.

All’evento erano presenti anche l’assessore ai lavori pubblici Marco Guidi, i geologi Andrea Carloni, projet manager della Sogesid Spa, società in house del ministero dell’Ambiente ed Andrea Piccinini, coordinatore delle attività per contro dell’Associazione temporanea di imprese incaricate dell’esecuzione delle indagini ambientali mediante gara di appalto pubblico.

«I campionamenti -ha spiegato Carloni- andranno ad interessare 260 pozzi e piezometri di monitoraggio della falda Sin-Sir, che si estende per circa 16 chilometri quadrati, dal Carrione al Frigido. Questi controlli permetteranno di ricostruire un quadro idrogeologico completo, omogeneo ed aggiornato dell’intera area in esame, sia per le aziende che per le abitazioni private. Le analisi si svolgeranno in due fasi. La prima partirà nelle prossime settimane, con la falda in situazione di magra, mentre la seconda inizierà a primavera, quando il livello sarà più elevato».

L’intento del progetto è ottenere dati precisi sulle attuali condizioni di inquinamento, per stabilire il progetto di bonifica più idoneo utilizzando le risorse economiche a disposizione, pari a circa 18 milioni di euro. Le attività saranno supervisionate da Regione, Ministero, Arpat e dai comuni di Carrara e Massa. «Per la riuscita dell’evento -ha osservato il sindaco Persiani- è fondamentale la massima collaborazione di tutti i privati interessati. Chi teme sanzioni conseguenti alla scoperta di eventuali pozzi abusivi nella sua proprietà deve stare sereno, perché lo scopo di queste attività è solo quello di comprendere lo stato di contaminazione della falda, per poi purificarla”. Qualcuno tra il pubblico, però, ha espresso perplessità sulla nuova campagna di monitoraggi. «Prima di procedere alla bonifica dell’acquifero bisognerebbe rimuovere i terreni contaminati che si trovano sopra di esso. Questi suoli infatti continueranno a rilasciare inquinanti nelle acque sotterranee, avvelenandole nuovamente e vanificando la bonifica. Nel 2008, poi, l’Icram aveva già effettuato uno studio approfondito sulla falda, evidenziandone il diffuso inquinamento. Perché, dunque, sprecare ulteriore denaro pubblico per ripetere analisi che confermeranno risultati noti?» —

DAVID CHIAPPUELLA

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