Il Tirreno

Volantini pornografici con il nome della ex

di Alessandra Vivoli
Volantini pornografici con il nome della ex

Dopo la fine del rapporto la persecuzione: 200 sms al giorno,176 telefonate in poche ore
e scritte offensive sotto casa

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CARRARA. Un inferno lungo cinque mesi. Un inferno fatto di telefonate (176 in una notte); messaggi (200 in un solo giorno) e volantini di offerte sessuali, con divulgato il proprio nome e cognome.
Un’odissea fatta di persecuzioni, giorno e notte, a casa e sotto al luogo di lavoro. E di scritte pesanti, offensive e volgari, apparse sotto la propria abitazione.
A raccontare l’epilogo, drammatico, di una storia d’amore finita nel peggiore dei modi è la giovane donna che ha sporto denuncia, anzi denunce (otto per la precisione) e che si augura soltanto di poter ritrovare la tranquillità, quella che dalla primavera scorsa non fa più parte della sua vita.
Tutto comincia con la fine di una lunga storia d’amore.


«Prima sono cominciati gli sms compulsivi - racconta la donna - non potevo più nemmeno tenere il telefono acceso perché era un continuo, anche 200 in un giorno. Poi, nella primavera scorsa mi hanno chiamato da un negozio: corri, c’è un volantino con offerte sessuali a tuo nome e cognome, col numero telefonico. Da allora è stato sempre peggio».
La donna ha denunciato, ha chiamato le forze dell’ordine. Ma l’uomo, per il momento non si è fermato.
Anzi è stato un crescendo di persecuzioni, di vandalismi e di paura.
«Ho cominciato a trovare scritte sotto casa “qui vive una puttana” - continua - ho trovato la macchina danneggiata, sono seguita giorno e notte. Per me fare una vita normale è diventato impossibile».
La donna non ha avuto paura a rivolgersi alle forze dell’ordine e a denunciare tutto quello che le stava succedendo anche vincendo il pudore, la ritrosia di metter e in piazza i propri sentimenti, i resti di una storia d’amore finita per sempre e nel peggiore dei modi.
Un mese fa sembrava esserci stata una tregua. E questo aveva fatto sperare la vittima di questa vicenda di poter tirare finalmente un respiro di sollievo. Ma la “pace” è davvero durata poco.
L’ultimo episodio nei giorni scorsi, l’ultimo weekend. «La mattina mi ha chiamato una vicina dicendomi di scendere perché c’era una disastro. Altre scritte ingiuriose, proprio accanto al portone di casa e altri danni alla macchina, questa volta con la vernice. Ancora una volta sotto la mia casa, ancora una volta sotto gli occhi dei vicini, della gente che mi conosce da una vita».
Un incubo che sembra non avere fine e che ha tolto a questa donna la sicurezza di poter vivere semplicemente la propria vita, andare al lavoro, uscire con le amiche senza il terrore di doversi guardare le spalle. «Perché dice - ovunque vada io lo trovo, lo vedo quando sono al lavoro, quando esco, quando rientro a casa. Ormai è una presenza fissa che mi spaventa: proprio come uno dei suoi ultimi messaggi “questo è solo l’inizio”».
«Cosa spero? - conclude la donna che ci ha raccontato la sua odissea - Io spero solo che venga fatta giustizia, che le denunce facciano il loro corso e io possa ritrovare la serenità. Solo questo». —

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