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Menchini: Massa esclusa dalla scelte sulla sanità

Menchini: Massa esclusa dalla scelte sulla sanità

MASSA«Abbiamo assistito a una inarrestabile marginalizzazione del Comune di Massa, con una progressiva esclusione da quasi tutte le scelte operative e gestionali riguardanti la sanità. Deve essere al...

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MASSA

«Abbiamo assistito a una inarrestabile marginalizzazione del Comune di Massa, con una progressiva esclusione da quasi tutte le scelte operative e gestionali riguardanti la sanità. Deve essere al più presto avviata un’approfondita e concreta fase di analisi e discussione sullo stato attuale e sulle prospettive della sanità del nostro territorio, attraverso un confronto costruttivo ed aperto, tra tutti quanti abbiano titolo ed interesse a partecipare: amministrazioni locali, ordini professionali, sindacati, associazioni di categoria e di cittadini». Così i consiglieri comunali di Alternativa civica, Sergio Menchini, Dina Dell’Ertole e Andrea Barotti, alla luce degli ultimi avvenimenti (l’apertura di una indagine su 34 morti sospette al Noa di Massa) che hanno portato la città di Massa all’attenzione delle cronache nazionali.

«Aldilà del caso specifico sul quale va rispettato il lavoro della magistratura- dicono e per il quale si ribadisce la piena solidarietà a tutti gli operatori coinvolti, non appare possibile rimandare una riflessione sullo stato attuale e sulle prospettive future della sanità del nostro territorio. Dopo la vicenda del buco del bilancio dell’ex Asl 1- continuano- abbiamo assistito a una progressiva esclusione da quasi tutte le scelte operative e gestionali. Abbiamo assistito anche al progressivo incremento delle patologie croniche e degenerative e alla necessità dell’assistenza di un numero di anziani sempre più elevato, ma la risposta della politica regionale è stata di realizzare un Ospedale per Acuti, con una marcatissima riduzione dei posti letto (da 780 a circa 360), senza aver provveduto a riorganizzare compiutamente, come sarebbe stato necessario, la rete di assistenza domiciliare a sostegno di questa nuova realtà. Oltretutto l’organizzazione del Noa, secondo la Intensità di Cure, ha creato una realtà complessa e di difficile gestione per la maggior parte degli operatori». —

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