Il Tirreno

sapori d’autunno 

Funghi, annata da record Ma la tramontana fa paura

RICCARDO SORDI
Funghi, annata da record Ma la tramontana fa paura

Il vento può rovinare una raccolta che finora è sorprendente per quantità e qualità L’esperto Zani: «Da inizio settembre vediamo cestini stracolmi di porcini e ovoli»

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ZERI

«Per i funghi è un’annata da record?». La nostra domanda lascia per un attimo interdetto lo zerasco Alessandro Zani, esperto per quanto concerne il re dei boschi visto che oltre a esserne un provetto cercatore è anche commerciante nel settore. «Sicuramente queste prime settimane sono state eccezionali. Tanti funghi e di ottima qualità. Davvero i cercatori tornavano con i cestini stragonfi di funghi di ogni qualità». L’esitazione del nostro abile fungaiolo è legata all’instabilità del presente che non si presenta roseo: non tanto per il calo delle temperature «il fungo non ha paura del freddo, almeno quando resta in termini accettabili» ma per un altro agente atmosferico che davvero porcini e compagni non sopportano: il vento, specie se si presenta sotto forma di questa gelida tramontana che in queste ultime ore si sta abbattendo sulla Lunigiana.

Infatti il vento per il fungaiolo è da sempre sinonimo di pochi funghi visto che ne compromette la nascita asciugando il terreno in breve tempo. Ma, come detto, questa prima parte della stagione è stata davvero eccezionale con l’alta Lunigiana diventata quindi territorio di caccia con cestini, del pacifico esercito di raccoglitori di monte, di valle e di litorale, che sono stati fatti sventolare nell’aria, prima di riempirli con i prodotti principi dei nostri boschi. E del resto settembre è da sempre il mese dei funghi per eccellenza come ben sanno i cercatori lunigianesi (e non solo) che scalpitano quando vedono il cambio del calendario da agosto a settembre, per poter dare libero sfogo alla loro passione lungo i boschi del territorio, per riuscire ad agguantare questo prezioso prodotto che, con la castagna, si contende il titolo di re dei boschi.

Ci sono state, come ci racconta Zani, ottime raccolte nelle faggete ed anche nei pressi dei castagni, che sta fortunatamente rispondendo positivamente alle cure dopo la malattia (causata dal Cinipide Galligeno) riportando in salute questa pianta fondamentale del bosco lunigianese. Ma quali sono stati i funghi più reperiti in questo primo stralcio di stagione? Oltre al “re porcino”, il più amato ed ambito, il bosco si è riempito di altri colori come quelli della Grifola, che si presenta come un cespuglio ramificato con numerosissimi cappelli e soprattutto tantissimi ovoli, una varietà nota per poter essere mangiata anche cruda ad insalata. Dicevamo delle incertezze di Zani sul definire questa come una “stagione da record”, e oltre al piccolo stop che si rischia con la calata della tramontana, c’è anche la considerazione che questa stagione eccezionale è comunque limitata al territorio dell’alta Lunigiana, soprattutto Zeri e alcune aree del pontremolese. Dalle altre parti i risultati non sono altrettanto buoni... con tanti cercatori che sono tornati a casa con i cesti quasi vuoti. Il tutto è dovuto alle cosiddette “verse” d’acqua cadute nei primi giorni di settembre su aree limitate del territorio creando solo in quelle zone le condizioni ideali perché il terreno possa ribollire e favorire il proliferare delle muffe. Ora la tramontana a riazzerato la situazione, ma se c’è un po’ di perplessità per quanto concerne il presente, il futuro comunque non è troppo grigio «la pioggia che è annunciata nei primi giorni della prossima settimana potrebbe dare via ad una stagione autunnale molto ricca. Basta che venga una pioggia abbondante, ma non fortissima, entro la fine del mese, per poter avere un raccolto di funghi abbondante». —

RICCARDO SORDI

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