Italia
«Fiere sempre più impegnative, i piccoli devono unirsi»
Parla Mirco Felici, azienda storica lavorati artigianali e artistici
voci dalla fiera
AMarmomac, nello stand della Gmc della famiglia Grassi, ha messo in vetrina uno dei lavori realizzati nel suo laboratorio: il tavolo di breccia capraia con la donna che emerge dal piano, che ha avuto tanto successo nell’ultima edizione della Carrara Down Town. Ma Mirco Felici, della storica azienda di lavorazione del marmo “Dino Felici” a presidiare con uno stand la Marmomac non ci sarà. Ha scelto di lasciare in fiera una traccia del saper fare carrarese (il tavolo di marmo alla Gmc) ma di non essere presente con uno stand.
«L’ho fatto per tanti anni, c’è stato un periodo in cui facevo anche tre fiere in un anno, Carrara, Verona e Norimberga - spiega Felici - ci ho sempre creduto nel valore di queste vetrine internazionali, poi ho detto basta. Per le aziende piccole, come la mia, i costi per partecipare a queste manifestazioni sono molto pesanti, sono diventati insostenibili».
«Credo - continua - che l’importante, per quel che riguarda la lavorazione del marmo è far capire il valore aggiunto di quello che facciamo a Carrara. Far comprendere che non è la lavorazione che fanno i cinesi, che è tutta un’altra storia. Devo anche ammettere che alcuni segnali positivi in questo momento ci sono, qualcosa si sta muovendo: ad esempio per quel che riguarda la nostra azienda sono arrivati proprio nuovi contatti, da committenti stranieri, che hanno voluto opere realizzate proprio a Carrara, non in Cina. Questo fa ben sperare».
E, intanto, per quel che riguarda la paretecipazione alle fiere, Mirco Felici ha una sua ricetta: «Credo che per i piccoli e per la lavorazione artigiane del marmo sarebbe importante l’unione: ossia un contenitore comune, che potrebbe essere organizzato da Comune o Camera di Commercio per consentire la presenza in fiera, Noi ci avevamo provato con il Consorzio artistico del marmo, ma l’esperienza è naufragata, purtroppo, per mancanza di fondi». —
A. V.
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