Il Tirreno

i genitori del palma 

«Vogliamo che i ragazzi studino qui non altrove»

L.R.D.
«Vogliamo che i ragazzi studino qui non altrove»

MASSAI genitori degli alunni del liceo musicale F.Palma scrivono alla dirigente Anna Rosa Vatteroni una lettera aperta per chiedendo risposte sul perché i loro figli debbano decidere tra l’alternativa...

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MASSA

I genitori degli alunni del liceo musicale F.Palma scrivono alla dirigente Anna Rosa Vatteroni una lettera aperta per chiedendo risposte sul perché i loro figli debbano decidere tra l’alternativa “minestra o finestra”: o andare a studiare in una scuola che considerano insicura o cambiare città.

«Quando li abbiamo iscritti - scrivono rivolgendosi alla dirigente – non ci saremmo aspettati che giunti al completamento del quinquennio ci venisse detto che lo spazio per far studiare i nostri ragazzi non era più sufficiente e che quindi ci sarebbe stata messa una toppa dirottandoli in una scuola, il Toniolo, che non è completamente in sicurezza e anche quando lo sarà, non potrà rappresentare un luogo adeguato per un apprendimento completo considerata la specificità degli studi che un Musicale comporta».

«Alla fine del suo intervento - continuano - di lunedì 17 presso la Provincia di Massa Carrara, lei, dirigente, ha in sostanza concluso dicendo che noi genitori potevamo scegliere se accettare questa soluzione o indirizzare i nostri figli negli istituti di Lucca o di La Spezia, proposta per noi inaccettabile. Quando ognuno di noi ha iscritto il figlio in questo tipo di scuola, l’ha fatto perché motivato dalla provvidenziale presenza nella nostra città di un Liceo Musicale, che permetteva la possibilità di perseguire un tipo di studi ben definito per la sua peculiarità. Le capacità dei nostri figli sono state valutate in una prova pre-iscrittiva sostenuta di fronte a professori del Conservatorio di La Spezia; i ragazzi animati dalla passione per la musica hanno affrontato questi studi con impegno e fiducia».

La lettera si chiude con un appello alla dirigente. «Concludiamo dicendo che no, non ce ne andiamo ma rimarremo a chiedere una soluzione che garantisca il diritto allo studio in sicurezza dei nostri figli, coinvolgendo ogni partito. Sperando di averla a nostro fianco in questo cammino per il conseguimento dei nostri obiettivi». —

L.R.D.



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