Il Tirreno

il lutto 

Addio a Roberto Pattina, viaggiatore, artista e pittore

Irene Rubino
Addio a Roberto Pattina, viaggiatore, artista e pittore

Aveva 91 anni ed era conosciutissimo e molto stimato in Italia e all’estero Qualche anno fa fu investito sulle strisce pedonali insieme alla moglie: lei morì

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CARRARA

Addio al pittore 91enne Roberto Pattina.

«Mi mancherà moltissimo – ha dichiarato il figlio Luca – ma so che ha fatto la vita che desiderava, seguendo la sua strada, e ne sono orgoglioso. Era una persona candida, sempre tra le nuvole. Io e mio fratello Paolo gli dobbiamo tutto. A Carrara e Massa tutti lo ricordano come una persona schietta e affabile».

Pattina rimase coinvolto in un grave incidente la mattina del 20 febbraio 2013: lui e la moglie Maria Rosa Tesconi furono travolti da un’auto mentre stavano attraversando viale XX Settembre sulle strisce alla Doganella, nei pressi della loro casa. Vennero entrambi ricoverati in condizioni molto gravi. Pattina si riprese, invece le condizioni della signora Tesconi, allora 71enne, peggiorarono progressivamente fino alla morte. «Dopo l’incidente e la scomparsa di mamma, papà venne a vivere con noi a Milano – racconta Luca – dove ha sentito tantissimo la mancanza della sua città natale e dei suoi amici. Amava molto fare passeggiate al mare, anche d’inverno».

Da giovane Pattina viaggiò molto in Europa, un’esperienza che raccontò nel libra autobiografico “Europa autostop” con una prosa asciutta alla Jack Kerouac. Frequentò molto la Versilia che a cavallo tra gli anni ’50 e ’70 era in grande fermento culturale: qui conobbe Leonida Rèpaci, Mino Maccari, Luciano Luisi, Piercarlo Santini e Mario Luzi, Fernanda Pivano e Ettore Sottsass. Il Pattina degli esordi è molto vicino all’action painting di Pollock, una corrente dalla quale si discostò: Pattina rivendicò infatti di aver dato vita al movimento artistico dell’astralismo con la sua opera “Luna 57”, in cui dipinse la superficie lunare prima ancora di vederla. Alcuni mesi prima del lancio dello Sputnik, in occasione di una mostra personale a Marina di Carrara, ne determinò le linee programmatiche; nel febbraio del 59 le espose in una intervista alla Rai.

Sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private. Da scrittore e poeta, collaborò con “Le Arti”, “La Nazione”, “Il Telegrafo”, “La Revue Moderne” e “I Quattro Soli” e “L’intervista”. Quarantacinque suoi quadri fanno parte della Collezione Ugo Baldissera di Milano mentre altri si trovano presso il comune di Amersfort (Olanda), la Cassa di Risparmio di Carrara e Lucca, e la collezione Vogue gioiello di Milano. Quando rientrò a Carrara, Pattina scelse di fermarsi e mettere su famiglia. Promosse il gemellaggio tra Ingolstadt e Carrara sotto il profilo culturale e frequentò da outsider l’ambiente dell’Accademia. Alla sua città natale dedicò anche una serie di dipinti a china intitolati “Le cave”. –

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