Sicurezza
«Senza Carrara il film non esisterebbe»
L’omaggio del regista Emanuele Imbucci nella suggestiva anteprima di Michelangelo-Infinito nella cava Crestola
CARRARA
Una produzione di Sky e Magnitudo Film, con la regia di Emanuele Imbucci, il film “Michelangelo Infinito” è stato presentato domenica nella suggestiva cornice della Cava Ruggetta. Nel cuore del monte Crestola, a picco su Carrara, la cava di prezioso Calacata, della famiglia Borghini, è stata molto più che una scenografica location promozionale. La serata ha comportato un notevole dispiegamento di uomini e mezzi per condurre gli ospiti fino a un luogo eccezionale, dove con lo sguardo è possibile abbracciare le Alpi Apuane, il mare e la stessa città di Carrara, che da secoli è testimone e protagonista nell’estrazione e lavorazione del marmo. Vero fulcro visivo e drammatico del film, questo luogo magico e abbagliante sembra aver conteso il ruolo da protagonista all’attore Enrico Lo Verso, pur straordinario nella parte dell’artista schivo e orgoglioso. Genio saturnino talvolta in posa melanconica, eppure capace di slanci di energia fisica, il Michelangelo di Lo Verso non si confronta solo con il narratore Vasari-Marescotti, perché quello che emerge dal film è la vera passione artistica e il suo oggetto: la materia prima, il marmo. Proprio quello bianco di Carrara, che l’artista fiorentino scelse personalmente per realizzare il monumento al sepolcro di Papa Giulio II. Girato in gran parte proprio nella Cava Ruggetta, dunque, il film ha trovato tra le Apuane il naturale altare per il suo battesimo al mondo. Organizzato da Calacata Borghini in collaborazione con Sky, l’evento di domenica ha omaggiato al tempo stesso il nuovo film d’arte Sky e la città di Carrara, la sua tradizione e la sua storia, di cui il Buonarroti fu senza dubbio parte per il legame con quel marmo purissimo.
A introdurre la proiezione di “Michelangelo Infinito”, svoltasi all’interno della cava, trasformata per l’occasione in una sala cinematografica, Marco Borghini, esponente della terza generazione degli imprenditori del marmo. Non è poi molta, del resto, la distanza tra i mecenati rinascimentali che credettero nel Buonarroti e chi, come i Borghini, ha scelto da tempo di investire in innovazione e cultura. «Un documento dell’Archivio di Stato, datato 1517 – ha raccontato Borghini –, attesta che Michelangelo scelse il marmo proprio da questa cava, venendo in persona qui a Carrara».
«È una grande soddisfazione – ha proseguito, visibilmente emozionato – trovarci qui e coronare il sogno realizzato con questo film, con una dedica a Carrara, a questa splendida e preziosa materia che è il nostro marmo. Un grazie va non solo a coloro che hanno lavorato in cava per questo progetto, ma anche a chi vi lavora instancabilmente ogni giorno». «Senza Carrara e la famiglia Borghini questo film non esisterebbe – ha commentato il regista Emanuele Imbucci –. Questo è il luogo che ha determinato il tono visuale dell’intero film: ricordo che quando entrai in cava per la prima volta per scoprire i set, sceneggiature alla mano, la cosa che mi colpì fu una pozza d’acqua, nella quale si specchiava nitido e superbo un blocco di marmo. Chiunque sarebbe rimasto intimidito da quella visione, dall’integrità di quel blocco possente, ma non Michelangelo: lui ci avrebbe visto il David. Da quel riflesso immaginato, si può dire, è nato il film». Appuntamento al cinema allora, dal 27 settembre al 3 ottobre, con “Michelangelo Infinito”. —
CARLOTTA LATTANZI
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