Il Tirreno

Residenti esasperati al fosso Lavello «Fanghi via in due mesi»

Benedetta Bianchi
Residenti esasperati al fosso Lavello «Fanghi via in due mesi»

Visita con l’onorevole Bergamini: «Vanno smaltiti per eliminare i disagi» Tensione all’esterno mentre i tecnici di Gaia incontrano la delegazione

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«Non se ne può più», «eravamo qui anche un anno fa», «venite a mangiare a casa mia» sono solo alcune delle frasi pronunciate dai cittadini esasperati che vivono nei dintorni del Lavello ed accusano anche malori a causa dei forti miasmi che sono costretti a sopportare.

Quei residenti, ieri pomeriggio, si sono fatti trovare al depuratore Lavello 1 dove era in programma il sopralluogo dell’onorevole di Forza Italia Deborah Bergamini assieme al sindaco Francesco Persiani, al presidente del consiglio Stefano Benedetti e ad una folta delegazione del partito.

All’amministrazione hanno chiesto di intervenire urgentemente perché «sono vent’anni che sentiamo questi odori», poi hanno seguito politici e amministratori all’interno del depuratore per l’incontro con l’ingegnere di Gaia Daniele Franceschini. E mentre in una stanza si cercava di capire il progetto di potenziamento dell’impianto e la causa dei miasmi, fuori stava per nascere una rissa, sintomo della rabbia di chi a vivere così non ce la fa più.

Due le certezze al termine del sopralluogo: gli odori derivano dai depositi di fango stoccati all'interno dell’impianto, ma il depuratore Lavello 1 funziona correttamente e non sono state riscontrate anomalie da parte del gestore. Nelle ultime settimane, il depuratore di Massa riceve trasporti temporanei ed eccezionali di fanghi liquidi provenienti dalla Fossa Maestra e dalla Lunigiana, dove non vi sono più spazi idonei al deposito. Ma a seguito della sentenza n.1282 del 20 luglio 2018 del Tar Lombardia, è stato bloccato lo smaltimento dei fanghi destinati al recupero in agricoltura ed è il motivo, come spiegato dall’ingegnere, per cui Gaia deve trattenere i fanghi in attesa di una nuova norma che sblocchi la situazione. Intanto la Regione Toscana, con un’ordinanza ha consentito alle aziende di smaltire i fanghi in discarica: «contiamo di iniziare la prossima settimana – ha riferito Franceschini – ed entro due mesi di aver rimosso tutti i fanghi accumulati». Si tratta di circa 400 tonnellate oltre a quelli che continueranno ad arrivare. Il problema l’onorevole Bergamini lo conosce bene perché quello di ieri è stato il suo terzo sopralluogo in pochi mesi: «è una situazione complessa di cui tutti noi siamo consapevoli ed insisteremo sulle tempistiche di rimozione dei fanghi perché se non si smaltiscono aumenteranno i disagi» ha commentato sottolineando la presenza sul campo del sindaco Persiani.

Anche per il primo cittadino si è trattato di un sopralluogo importante perché, oltre a capire i dettagli tecnici dell’intervento di Gaia, «scaturirà da questo incontro una serie di iniziative dell’amministrazione per contribuire alla soluzione del problema, possiamo mettere in campo maggiore controllo e sollecitare il gestore per fare in modo che i lavori vengano portati avanti per dare sollievo alla popolazione». Per limitare gli odori, Gaia ha provveduto a coprire i cumuli con teli impermeabili e strutture fisse, utilizzando anche sostanze enzimatiche.

Nel frattempo, Gaia riprenderà i lavori di potenziamento, da 1,2 milioni di euro, che consentiranno di migliorare l'efficienza e l’abbattimento dell’ozoto. —

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