Sicurezza
Maxi furto di attrezzi al campeggio Taimi
Svaligiato un capanno: bottino di qualche migliaio di euro Intanto aumentano i colpi con la chiave bulgara
MARINA DI MASSA
I ladri sono entrati di notte nel campeggio Taimi, in via del Cacciatore, a Marina di Massa. Al buoi e senza fare rumore, come ogni malvivente che si rispetti. In questo modo sono riusciti a entrare in un capanno per gli attrezzi e portare via (probabilmente con un furgone) un tagliaerba, diverse cassette piene di cacciaviti, martelli, pinze e numerose matasse di cavi elettrici. Per fare il furto hanno scassinato un lucchetto e anche la porta, rimasta incastrata e quindi danneggiata. Poi hanno caricato il bottino. Valore qualche migliaio di euro. Ma non è stato l’unico furto di ieri, anche se a essere prese di mira sono state soprattutto le abitazioni.
Perché la questione è che è tornata la banda della chiave bulgara. Nei giorni scorsi sono state diverse le abitazioni - appartamenti ma anche villette - visitate dai malviventi, che senza rompere niente sono riusciti ad entrare negli immobili e a portare via tutto quello che trovavano. In una casa hanno preso i gioielli e qualche banconota, per un bottino del valore di alcune migliaia di euro; in una villetta invece hanno fatto razzia dentro gli armadi, soffiando ai proprietari giubbotti, piumini e vestiti di marca. In un appartamento a Marina, visto che non c’era granché, la banda ha fatto sparire elettrodomestici come lo stero e la televisione. Mentre è rimasta al suo posto la consolle della Playstation: probabilmente i ladri n on hanno voluto dare un dispiacere ai bambini, che altrimenti avrebbero perso il loro gioco preferito. Ad accorgersi dei furti sono sempre stati i proprietari, che hanno trovato pure le porte chiuse.
Il problema è che è impossibile difendersi dalla chiave bulgara se si ha una porta con una vecchia serratura: il grimaldello duplica il codice senza poterlo neutralizzare. A meno che non si abbia un sistema di allarme. Oppure che non si aggiorni la porta con una serratura di ultima generazione. Quella con chiavi piatte e codificate e dotate di cilindro europeo (perni anti sondaggio, corpo e rotore con protezione anti trapano e barra centrale antistrappo). In pratica i cilindri girano su se stessi impedendo al grimaldello di clonare il codice. Ma tra chiamata al fabbro, manodopera e materia prima se ne vanno dai quattrocento ai seicento euro. Una cifra che non tutti sono disposti a spendere. —
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