Il Tirreno

Dai panneggi della Pietà Rondanini passando per la Cappella Sistina e il progetto della Nuova San Pietro: tutte le opere in un kolossal 

«L’arte non lo appagava più, da vecchio voleva l’infinito»

C.L.

il filmDa vecchio, poi, l’arte non l’appagava più. Voleva l’infinito.Erano gli inizi del Novecento quando lo scultore Auguste Rodin parlava così di Michelangelo Buonarroti. Oggi, più di un secolo...

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il film

Da vecchio, poi, l’arte non l’appagava più. Voleva l’infinito.

Erano gli inizi del Novecento quando lo scultore Auguste Rodin parlava così di Michelangelo Buonarroti. Oggi, più di un secolo dopo, le parole del maestro francese tornano a rivelarsi straordinariamente attuali e diventano il titolo di un film: “Michelangelo Infinito”.

Dopo “Raffaello, il principe delle arti” e “Caravaggio: l’anima e il sangue”, si chiama così l’ultima produzione di Sky e Magnitudo Film, con la regia di Emanuele Imbucci.

Dai panneggi della Pietà Vaticana, fino al famoso “non-finito” della Pietà Rondanini, passando per la Cappella Sistina e il progetto per la Nuova San Pietro, “Michelangelo Infinito” guida lo spettatore all’immersione nell’affascinante esistenza dell’artista fiorentino, nei suoi molteplici (o meglio, “infiniti”) aspetti di scultore, pittore e architetto.

Ritratto di forte impatto emotivo e visivo dell’uomo, oltre che dell’artista-Michelangelo, il film coniuga il gusto per la narrazione cinematografica, ad elementi drammatici e aneddotici, senza mai rinunciare al rigore scientifico. Il risultato è un lavoro di cesello, che sembra adoperare la stessa tecnica del maestro “per forza di levare” e lascia i due unici protagonisti, Enrico Lo Verso nelle vesti di Michelangelo e Ivano Marescotti in quelle di Giorgio Vasari, dialogare in luoghi minimi eppure perfetti: Lo Verso-Michelangelo è solo con il blocco di marmo muto, nel suggestivo set naturale offerto dalla Cava Ruggetta, a Carrara, vero e proprio fulcro visivo del film.

Marescotti-Vasari è solo in uno spazio neutro (ricostruito ad hoc su un’idea della direttrice artistica Cosetta Lagani), che sembra raccordare l’età contemporanea a quella moderna. Le spettacolari riprese in ultra definizione (4K HDR) offrono punti di vista inediti ed esclusivi sui colossali marmi, sugli affreschi e sui disegni del Buonarroti, cui si aggiungono ricostruzioni sorprendenti attraverso evoluti e sofisticati effetti digitali. —

C.L.

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