Proteste
«Sindaco, lo Sprar è una risorsa» Domani presidio al Comune
Opposizione in città contro l’ipotesi annunciata di abbandonare il progetto «Non si spendono risorse» Raduno alle 16.30 di protesta
MASSA
Una manifestazione domani pomeriggio e una lettera aperta con 150 cittadini firmatari per chiedere al sindaco di fermarsi, di ripensarci sulla chiusura del progetto Sprar in città. L’opposizione politica e sociale in città si ricompatta attorno al tema dell’accoglienza ai rifugiati, questo è il progetto Sprar, e cerca di mettersi di traverso.
L’Accademia della Pace Apuana, che da due mesi chiede inutilmente al sindaco di essere ricevuta sul tema, lancia così la manifestazione. Presidio sotto il comune di Massa alle 16.30 «per dimostrare l'esistenza e la resistenza di una comunità solidale. Perché non è accettabile lasciare in mezzo ad una strada persone che stanno inserendosi nel territorio e godono di diritti riconosciuti dalle leggi
Il presidio vuole essere un momento aperto a tutti e tutte e per questo stiamo organizzando la creazione di un'opera condivisa dove chi vuole potrà partecipare - un mandala di sale colorato -, simbolo di una comunità aperta, di una città che vuole continuare ad accogliere e a valorizzare la diversità».
La lettera aperta dei 150 parte invece mettendo a fuoco cosa sia il progetto Sprar. «Il sistema Sprar - Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati-, introdotto nel 2002 con la Legge 189 Bossi- Fini - prevede che il Comune che aderisce, riceva dal governo il 95% delle risorse necessarie per l’attuazione del programma, e che versi di tasca propria solo il 5% Per ogni 100 euro, 95 li riceve dal governo, 5 li prende da risorse del comune».
C’è poi la questione risparmio di risorse, che viene dissezionata e riportata ai fatti. «Soldi che il comune impegna per assunzione di personale Italiano o per l’uso di locali, ad esempio biblioteche e centri sociali dove sono impegnati insegnanti di italiano o altri professionisti; soldi che servono, a dare lavoro a nostri concittadini italiani.Quindi on la cancellazione dello Sprar è Cristina, insegnante di italiano per stranieri che resta a casa. non esistono risorse risparmiate da destinare agli italiani. È solo una perdita di risorse pubbliche a vantaggio di cittadini italiani».
E in un ultimo passaggio si ricorda del “bonus” previsto per i comuni che aderiscono al progetto. «Lo Sprar inoltre,, permette al singolo Comune di utilizzare la "clausola di salvaguardia" : chi non aderisce deve sottostare a decisioni del Prefetto e accettare nuovi migranti. Inoltre i Comuni aderenti allo Sprar hanno diritto al "bonus gratitudine" , 700 euro annui trasferiti dal governo centrale da spendere liberamente per ogni richiedente asilo accolto,che quindi possono anche esser spesi per italiani disoccupati o indigenti. Ci è quindi davvero incomprensibile la dichiarazione di voler uscire dallo Sprar del primo cittadino , così facendo il “prima gli Italiani” si traduce in un danno». La lettera, si ricorda, è firmata da 150 cittadini. —
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