Sicurezza
I decessi all'ospedale di Massa. «Voglio sapere perché mio padre è morto»
L’appello della figlia: "Dicevano che era depresso, poi ci hanno parlato di un batterio. Adesso farò denuncia al Noa"
MASSA. «Voglio sapere perché mio padre è morto. Voglio vedere la sua cartella clinica, voglio capire e avere delle risposte. Non sono disposta a aspettare un mese: sono pronta a andare dai carabinieri per fare denuncia al Noa perché non ho ancora capito perché mio padre è morto».
Parla con la voce rotta dalle lacrime la signora carrarese che racconta la sua odissea. Una storia di disperazione, una morte sospetta che non rientra nel novero delle 34 su cui la Procura di Massa Carrara ha aperto un’indagine. Il padre della signora (per motivi di privacy non scriviamo il suo nome) è deceduto l’otto settembre scorso, quindi lontano dal periodo attenzionato dagli inquirenti.
Il lutto per la signora che si è rivolta al Tirreno è ancora fresco, «il vuoto lasciato incolmabile ma anche la rabbia, tanta rabbia».
E proprio dal dolore, profondo, scaturisce l’appello di una figlia che ha visto morire il genitore in poco più di un mese.
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«Mio padre – racconta – aveva 77 anni. Cinque mesi fa aveva cominciato la dialisi e andava tutto bene, non ha mai avuto grosse criticità. I problemi sono cominciati ad agosto. Ricordo che respirava a fatica e camminava male: non era più lui. Quando andavamo in ospedale io questa cosa la segnalavo ai medici, sempre. Volevo capire, volevo che lo aiutassero».
«Ma la cosa più dolorosa, se ci penso oggi- continua commossa la signora - è che prendevano la cosa alla leggera. Non mi sentivo considerata: dicevano che mio padre era depresso per un grave lutto familiare che abbiamo patito. Gli hanno addirittura prescritto antidepressivi. Io ero convinta che ci fosse altro».
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La situazione clinica del 77enne peggiora il 17 di agosto. «È stato ricoverato nel reparto di Nefrologia fino al 30 del mese di agosto – ricorda la signora – Poi ha avuto un arresto respiratorio ed è stato trasferito in terapia intensiva. Dopo otto giorni è morto».
La signora che ha raccontato questa dolorosa vicenda adesso cerca solo risposte. «Quando mio padre è morto ci hanno parlato di un batterio. Non abbiamo saputo nulla di più – dice – Per questo ho fatto domanda per poter esaminare le cartelle cliniche, ma mi è stato risposto che ci vorrà almeno un mese. Io non ce la faccio. Io voglio la verità, ora. Voglio sapere perché mio padre non c’è più, così sennò impazzisco».
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