Il dolore
«Sindaco, non sostenga il presidente Benedetti»
MASSAIn una lettera aperta Evandro Dell'Amico nipote del deportato Dell'Amico morto a 21 anni in campo di prigionia nazista, scrive al sindaco Francesco Persiani. «Salve Avvocato e Sindaco di Massa...
MASSA
In una lettera aperta Evandro Dell'Amico nipote del deportato Dell'Amico morto a 21 anni in campo di prigionia nazista, scrive al sindaco Francesco Persiani. «Salve Avvocato e Sindaco di Massa Francesco Persiani, ho il "vizio" di studiare appassionatamente la storia. Vede, l'ho sentita con le mie orecchie ed ho gioito, rassicurato, quando Lei ha detto pubblicamente, in Consiglio Comunale lunedì 17 settembre, il giorno dello storico insediamento, "sono onorato di essere Sindaco di una città decorata di Medaglia d'oro al Valore Civile" (..per meriti Resistenziali). Il 2 giugno 2015 mi è stata consegnata, nel 69° anniversario della Repubblica, la Medaglia d'onore, di cui è stato insignito mio zio Evandro Dell'Amico, come militare deportato ed internato nel lager nazista di Hartmannsdorf in Sassonia dal 9 settembre 1943. Vede, Sindaco Persiani, sostenendo il suo Presidente del Consiglio, ha disonorato, a mio parere, la memoria non solo di un comandante partigiano, degli iscritti all'Anpi ma anche tutti i democratici che vogliono la pace ed il bene della città di Massa, anche quella di tutti i deportati cittadini apuani e/o loro parenti insigniti, nel tempo, di Medaglia d'onore... Vede, Sindaco Persiani, ha solo una possibilità, a mio parere, per il bene di Massa: "silurare" chi non ha mai rinnegato la camicia nera, come il suo Presidente del Consiglio Stefano Benedetti... che è tutto meno che un politico "super partes". Sindaco Francesco Persiani, lei dovrebbe essere anche il mio sindaco, non mi costringa ad emigrare in altro Comune». —
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