Sicurezza
Armanetti, lite milionaria per la scoperta di acque termali
Il rabdomante chiede 6 milioni di risarcimento all’Ordine dei Geologi del Piemonte Dice il pontremolese: «Ho scoperto io la falda, loro mi hanno accusato ingiustamente»
PONTREMOLI
Scienza e paranormale si scontrano in tribunale con con in palio la bella cifra di 6 milioni di euro. Maurizio Armanetti, noto rabdomante pontremolese, titolare della società Luni Ricerche sas, ha chiesto all’ordine dei Geologi del Piemonte un maxi risarcimento per danni all’immagine professionale. Il motivo di questa denuncia-querela milionaria depositata presso la Procura di Massa è legata alla scoperta di acque termali nella Piana di Valdieri (provincia di Cuneo). Un importante opera che, dal 2013, vede coinvolto anche lo stesso Armanetti, un interessamento che, secondo l’Ordine dei geologi piemontesi non ci doveva essere, arrivando a scrivere che “si sono rilevati alcuni preoccupanti elementi sui quali lo scrivente Ordine si riserva di compiere opportuni approfondimenti, circa il coinvolgimento ed il ruolo, a vario titolo, di soggetti non qualificati allo svolgimento di alcune delle consulenze specifiche affidate nel corso degli anni”.
Parole che non sono andate giù ad Armanetti che, contattato dal Tirreno si sfoga: «Sono accuse ingiuste e false. Che purtroppo si stanno diffondendo sui social creando un fortissimo danno di immagine a me e alla mia azienda. Siamo la prima azienda ad aver trovato acqua termale in un’isola caraibica, abbiamo oltre il 99% dei successi. Però, purtroppo, tutti questi dati e numeri vengono “cancellati” dalle parole dell’Ordine piemontese ci ha riservato. Per questo ho maturato la decisione di procedere con la richiesta di danni».
E racconta, dal suo punto di vista, cosa è successo nella vicenda della Piana di Valdieri, in cui si dimostrerebbe, sostiene, la superiorità della rabdomanzia sulla geologia. Ripartendo dal 2013 quando Armanetti viene contattato dall’allora sindaco di Valdieri, Emanuel Parracone, per effettuare un progetto di fattibilità per una ricerca termale nella Piana di Valdieri. «Individuammo allora - spiega Armanetti - un’area positiva per la scoperta al suo interno di una preziosa falda termale». Ma la società che vinse la gara d’appalto, l’impresa Nigro di Verona, ricostruisce ancora il rabdomante, «fidandosi dei suggerimenti di alcuni geologi di Siena coinvolti nel progetto, cominciarono a scavare a 700-800 metri rispetto all’area indicata da Armanetti trovando una falda d’acqua fredda, quindi assolutamente non adatta allo scopo termale. Dopo questo, letteralmente, buco nell’acqua la Luni Ricerche viene di nuovo contattata e ha proceduto ad individuare i punti di perforazione.
«Consegnammo una relazione dettagliata con indicazioni precise di profondità da raggiungere, le temperature delle falde termali alle varie quote ed una portata indicativa. A 330 metri si sarebbe trovata acqua a 15° gradi centigradi, a 380 a 18° e infine a 770 metri si sarebbe trovato l’acqua termale a 40°. E i geologi, che scandagliarono il terreno con una sonda, trovarono pieno riscontro a questa relazione rimanendo sbalorditi».
d allora cosa è successo da giustificare questo cambio repentino di atteggiamento? «Forse dopo i tagli del nastro e il passaggio del ministro (lo scorso agosto è venuto il ministro leghista delle Politiche agricole e Turismo Gian Marco Centinaio) forse c’è chi si è sentito in disparte e ha voluto riprendersi la scena». Ma Armanetti, assicura, «che non c’è alcun contrasto con i geologi possiamo e dobbiamo lavorare assieme, però nel rispetto reciproco». —
RICCARDO SORDI
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