Il Tirreno

Trentaquattro decessi all’ospedale, l’infezione era presente in 13 casi

Chiara Sillicani
Trentaquattro decessi all’ospedale, l’infezione era presente in 13 casi

Il presidente Rossi illustra i dati: «Sono in linea con le medie, nessuna epidemia». E annuncia: quereleremo Benedetti

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MASSA

La Regione convoca una conferenza stampa, alla presenza del presidente Enrico Rossi e dell’assessora alla sanità Stefani Saccardi e ufficializza il risultato dello studio realizzato da un pool di esperti sui 34 decessi nel reparto apuano di Medicina dal 20 dicembre 2017 al 10 gennaio 2018 (unica eccezione un decesso avvenuto il 22 febbraio). Da quei dati emerge che il numero di morti - come già sostenuto dall’Asl dopo la sua verifica interna - è in linea con le medie nazionali e con gli anni passati tanto che Rossi annuncia di seguire l’esempio dell’Asl e di querelare Stefano Benedetti che ha sollevato il caso.

«L’andamento dei decessi - spiegano il presidente e l’assessora - è del tutto sovrapponibile a quello degli anni precedenti, confrontando pari periodo. Nel periodo 20 dicembre 2015-10 gennaio 2016 i decessi nella medicina del Noa sono stati 37, nell’analogo periodo 2017-2018 sono stati 36».

Ma gli esperti, tra cui Fabrizio Gemmi dell’agenzia regionale sanità e Filippo Pieralli internista a Careggi e coordinatore del pool, hanno anche disaggregato i dati e fatto il punto sui singoli casi: «Esaminando le cause di morte dei 34 pazienti deceduti - spiegano - sulla base della documentazione sanitaria, emerge che in 13 casi era presente un quadro infettivo: 5 casi sono giunti in ospedale con una patologia infettiva preesistente, mentre 8 sono pazienti nei quali non era stata rilevata una infezione all'ingresso e nei quali è successivamente insorto un quadro settico. In questi 13 casi ( non è detto che se c’era infezione, quella abbia determinato il decesso ndr) si tratta di pazienti giunti in ospedale con un quadro clinico molto compromesso ed in età avanzata (età media 84 anni). Gli altri decessi sono relativi in 14 casi a pazienti deceduti per patologia cardiovascolare e in 7 casi a complicanze non infettive i in pazienti neoplastici terminali». Non solo dati in linea - spiega la Regione - ma anche l’impegno della Medicina del Noa nel monitoraggio dei batteri. Monitoraggio che viene effettuato con i tamponi rettali ai pazienti: «La ricerca delle Enterobacteriacee mediante tampone - riporta la Regione - è stata effettuata in 452 casi nel primo quadrimestre 2018, di cui 29 positivi per KPC, mentre nell’ultimo quadrimestre 2017 i positivi sono 35 su oltre 500 tamponi effettuati per sorveglianza, dati in linea con il livello di endemia attualmente riscontrato a livello nazionale». Insomma, un caso epidemia o una diffusione eccessiva di batteri al Noa alla Regione proprio non risulta.

Poi lo sguardo si allarga alla Toscana: «I dati del ministero mostrano, relativamente alle infezioni dovute a cure mediche, un valore per la Toscana pari a 8.24 per 100.000 dimissioni, inferiore al dato nazionale (12.39 per 100.000) e al di sotto della maggior parte delle altre regioni. Il valore per il Noa relativo al 2016 è 13.0 per 100.000 dimissioni. I ricoveri ordinari al Noa con diagnosi di sepsi (infezione) nel 2017 sono stati 546, pari al 3% del totale dei ricoveri, tale dato è del tutto sovrapponibile a quello degli ospedali regionali con casistica simile (3-4% dei ricoveri)». — A LTRO SERVIZIO APAG. 11

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