Il Tirreno

gli inquirenti 

Il procuratore Giubilaro ribadisce: «Ancora da accertare se ci sia reato»

La Procura sottolinea di nuovo che l’iscrizione del medico nel registro degli indagati è un atto formale e aggiunge: «Fatto troppo clamore«

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MASSA

Il Procuratore capo Aldo Giubilaro lo ha detto fin dal giorno in cui è emersa la notizia di un fascicolo sui 34 morti nel reparto di Medicina del Noa:« L’indagine - spiegava - sta muovendo i primissimi passi e per ora si parla soltanto di un’ipotesi di reato». Chiariva, infatti, che, l’esame delle cartelle cliniche dei 34 pazienti, affidata dalla procura a due consulenti tecnici, era il necessario passaggio per verificare se un reato si rilevi davvero: «Può essere - chiariva il procuratore qualche giorno fa - che non sussista il reato dunque non si rilevi alcuna responsabilità ».

Il Procuratore faceva chiarezza - e ieri ha ribadito il concetto di fronte alla telecamere del tg regionale - anche sulla iscrizione di Alessandro Pampana, primario del reparto di Medicina. Definiva la sua iscrizione nel registro degli indagati un atto formale: «Si tratta di un indagato strumentale».

L’iscrizione, infatti, è di rito, scattata soltanto per consentire atti ( in questo caso l’analisi delle cartelle cliniche) per cui la legge prevede che l’interessato sia informato e possa nominare un legale che lo rappresenti o lo assista.

Il Procuratore Giubilaro aggiungeva, infatti, che «il colpevole, sempre che vi sia reato, potrebbe essere una persona diversa dal medico». —

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