Sicurezza
Contributi Ue alle imprese ma in pochi ne approfittano
Il Gal Lunigiana rilancia il bando, finora semi ignorato, che finanzia con cifre fino a 50mila euro progetti per l’apertura e la crescita delle strutture turistico-ricettive
FIVIZZANO
Il Gal Lunigiana presenta una serie di incontri, che si svilupperanno in tutte le realtà amministrative del comprensorio, per informare gli imprenditori delle possibilità che si generano grazie ai contributi europei messi a disposizione dall’Ente. Chances di migliorare od ampliare il proprio impianto ricettivo per meglio rispondere alle esigenze dei visitatori o per aumentare i servizi a loro proposti. Il bando, che scadrà il 12 ottobre alle ore 16, data ultima per la presentazione delle domande, sarà indirizzato a tutti coloro che fanno ospitalità, recependo un contributo fino ad un massimo di 50mila euro per una copertura della spesa totale tra il 40 ed il 50% a seconda della zona dove è ubicata l’attività classificata secondo gli indicatori regionali riguardanti l’indice di disagio.
Il Gal, Gruppo di azione locale, è un consorzio composto sia da enti pubblici che soggetti privati, espressione del tessuto socioeconomico del territorio lunigianese che gestisce le risorse provenienti dall’Unione Europea destinate alla Lunigiana. « Se non ci fossero i Gal, enti riconosciuti, queste risorse non arriverebbero, sono specificatamente destinati per le aree interne. – spiega Nino Folegnani presidente Gal Lunigiana – nella nostra programmazione per gli anni 2014-2020 abbiamo delle misure sia per il pubblico che per il privato. Abbiamo già emesso un bado, adesso in fase di istruttoria, per i prodotti tipici. Molti magari non lo sanno ma la Lunigiana ha dei prodotti certificati: miele, farina di castagno, vino ed i funghi porcini rientrano tra queste eccellenze».
Il bando attuale, sulla misura 6.4.5, mira ad incentivare gli investimenti sulle strutture turistiche dal miglioramento sino alla ristrutturazione passando per l’ampliamento, cercando inoltre di implementare le tecnologie che sviluppano un basso impatto ambientale in modo da creare un maggiore equilibro tra uomo e natura. «Nel corso di questi anni abbiamo fatto un lavoro straordinario, tutte le quote che sono giunte per la Lunigiana sono state distribuite ed anzi abbiamo approfittato delle premialità che arrivavano da altri territori che non sono riusciti ad investirle», sottolinea Folegnani che esterna anche una preoccupazione «Questo bando è già stato oggetto di una proroga a causa delle scarse domande che ci sono pervenute nonostante la promozione da noi fatta attraverso tutti i canali di comunicazione. Andando nei piccoli borghi, dove magari c’è un’impresa a rischio di chiusura, ho visto che questa notizia non è arrivata. Le cause possono essere diverse, ma la mia preoccupazione è evidente. Cercheremo di dare le risorse a chi non ha avuto la possibilità di accedere o non è venuto a conoscenza di queste opportunità. Naturalmente i benefici possono anche ricadere sul luogo di nascita della nuova azienda: la rinascita e le migliorie dei piccoli centri storici sono una di queste. Puntiamo a creare nuove attività, creando opportunità per tutti indipendentemente dall’età, perché questo territorio ha bisogno di sviluppo e lavoro, ad una maggiore compatibilità tra uomo e natura e il mantenimento di un sostrato economico che possa fare uscire dalla crisi la Lunigiana». —
CRISTIANO BORGHINI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google