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Testarolo Pride: si celebra il buono della Lunigiana

RICCARDO SORDI
 Testarolo Pride: si celebra il buono della Lunigiana

Due giorni di manifestazioni dedicate alla specialità più antica e famosa del territorio. Dieci ristoranti coinvolti con menù fra tradizione e rivisitazioni

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PONTREMOLI

Due giornate da re per sua maestà il testarolo. Il 13 e il 14 ottobre si celebrerà, infatti, l’orgoglio luigianese per questo prodotto famoso in tutta Italia per la sua semplicità abbinata a bontà e tipicità, patrimonio storico e culturale, testimone del vissuto di intere generazioni.

Il testarolo è senza discussioni il piatto che più di tutti caratterizza e identifica il comune di Pontremoli e la Lunigiana intera e il "Testarolo Pride" è la manifestazione che lo vuole celebrare. Due giorni in cui dieci tra ristoranti e locali pontremolesi presenteranno delle proposte gastronomiche con al centro il testarolo declinato in varie forme. Ogni ristorante proporrà un menù differente dai colleghi con un menu a prezzo concordato.

Ecco i dieci locali aderenti all’iniziativa “L’Oca bianca” (in via Cavour), “L’osteria della Luna” (in via Cocchi), “Cortina di Cacciaguerra” (in piazza della Repubblica), “Osteria San Francesco e il lupo” (in piazza San Francesco), “Cà del Moro” (in località Casa Corvi), “Il Menhir” (in via IV Novembre), “Country” (in via Veterani dello Sport), “La Caverna dei Nani” (in via della Bietola), “Caveau del Teatro” (in piazzetta Santa Cristina), “Osteria da Bussè 1930” (in piazza Duomo). Insomma, ci sarà sicuramente una piacevole alternanza tra piatti tradizionali, ovvero la variante classica con pesto o olio e formaggio, e ristoratori che invece proveranno a cimentarsi con piatti originali. Del resto anche le ricette più consolidate e ormai considerate dei “classici” possono essere rivisitate dal talento degli chef moderni. Dimostrazione dell’estremo interesse della manifestazione voluta dal Comune, in prima persona dal sindaco Lucia Baracchini, e che ha ottenuto il patrocinio della Pro Loco di Pontremoli e della Compagnia del Piagnaro.

Insomma tutto sembra pronto per dare il massimo risalto al testarolo. Eppure, se si guarda alla base di questo prodotto, tutto è molto semplice… farina di grano, acqua e sale. Tre ingredienti bastano per realizzare il più famoso ed apprezzato prodotto gastronomico di Pontremoli. Un prodotto che segna le sue origini nella notte dei tempi e che deve il suo nome ad un cottura particolare che ha pochi uguali nel mondo, quella nei testi.

La cottura avviene nei tradizionali testi di ghisa: sorta di piccoli forni portatili composti da due parti, quella inferiore dove vengono posti gli alimenti e quella superiore che fa da coperchio. Si pone al centro la pastella ottenuta dall’amalgama degli ingredienti fino a ottenere un impasto dalla consistenza omogenea e vellutata e poi la cottura che crea la formazione di piccole bolle d’aria che sono il “marchio di fabbrica” del testarolo. E poi una brevissima cottura (massimo due minuti) in acqua salata portata quasi a bollore. Dopo averli ben scolati si possono condire con il pesto oppure con olio e formaggio. Insomma questa due giorni sarà un viaggio culturale e di confronto per scoprire le radici di questo piatto unico, anche se fatto con ingredienti così semplici. E a dimostrazione del valore gastronomico ed anche storico di questo prodotto Slow Food ha creato già da tempo il presidio del testarolo artigianale a difesa della qualità di questo pezzo di storia della Lunigiana. —

RICCARDO SORDI

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