Gioco
«Sindaco e consiglio tengano unita la città sui valori fondanti»
MASSASulla vicenda del busto del partigiano Vico l’Anpi tiene il punto ma tende una mano all’amministrazione: «Noi auspichiamo che il sindaco e il consiglio comunale sappiano e vogliano ricomporre la...
MASSA
Sulla vicenda del busto del partigiano Vico l’Anpi tiene il punto ma tende una mano all’amministrazione: «Noi auspichiamo che il sindaco e il consiglio comunale sappiano e vogliano ricomporre la frattura che è stata determinata nella nostra città da queste esternazioni del presidente del consiglio, speriamo ed auspichiamo che sappiano e vogliano tenerla unita sui valori fondanti della nostra storia e della nostra Costituzione».
Insomma, per l’associazione dei partigiani c’è la possibilità di attribuire la responsabilità a Benedetti, dal quale nessuno in maggioranza si è dissociato, per ricucire i rapporti con l’associazione.
Con Benedetti invece nessuna pacificicazione. Impossibile d’altronde dal punto di vista dell’Anpi con «un presidente del consiglio che decide di instaurare una guerra dei simboli "via il busto del comandante Vico" a favore ed in contrapposizione al crocefisso, armando le mani di qualcuno che pochi giorni dopo ha deciso di "incappucciare il busto del Comandante partigiano Vico, Alfredo Gianardi" che ha avuto il coraggio di voler ridare libertà e democrazia alla sua città, al suo paese, che ha organizzato la resistenza civile e militare all'esercito nazifascista che imperversa sulla nostra città producendo morti, stragi, fame tra la popolazione; un presidente del consiglio che con le sue parole ha indotto qualcuno a incappucciare la testa di "Vico", la responsabilità è la sua: un gesto ignobile su un volto che ha avuto solo il coraggio di resistere alla furia nazifascista».
E per parlare di tempi odierni ci si rifà alla lezione di un grande antifascista e politico del passato. «È ancora attuale una frase pronunciata durante una lezione a giovani universitari da parte di Pietro Calamandrei, tanti anni fa: "se volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate là nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati: dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità della nazione, andate là, o giovani, col pensiero, perché là è nata la nostra Costituzione". Queste sono le parole che sono state scelte e scritte nel Museo della Resistenza della nostra città. Questa è la storia di tanti uomini e tante donne della città di Massa, non può essere riscritta, non può essere sfregiata». —
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