Il Tirreno

Sicurezza, inagibile lo stadio Rabbia dei tifosi, sorpresa in Comune

LUCA BARBIERI
Sicurezza, inagibile lo stadio Rabbia dei tifosi, sorpresa in Comune

Fulmine a ciel sereno per società e Comune: 63 prescrizioni. «Avevamo un certificato valido fino a tutto il 2020...»

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CARRARA

Stadio chiuso. Inagibile. A una manciata di giorni dal debutto casalingo, in un posticipo serale (in programma con diretta su Rai Sport per lunedì alle 20,45) contro la novità della Juventus Under 23 e dopo un roboante pokerissimo in trasferta alla prima giornata, arriva la tegola per la Carrarese e, più generalmente, per tutti gli appassionati azzurri e la città.

Lo stadio dei Marmi è stato dichiarato infatti, come detto inagibile per motivi di sicurezza.

Dopo la riunione di ieri mattina la commissione di vigilanza sui luoghi di pubblico spettacolo – hanno ricostruito durante una conferenza stampa ieri da piazza Due Giugno – ne ha decretato l'inagibilità con un verbale composto da 63 prescrizioni. «La riunione – ha spiegato l'assessore ai lavori pubblici Andrea Raggi – è stata sollecitata perentoriamente dai Vigili del Fuoco ed era un atto dovuto da parte del Comune convocarla. Questo nonostante il Comune abbia in mano un documento di agibilità (e un certificato di prevenzioni incendi) rilasciato nel 2015 e valido fino al 2020. In vista di questa scadenza abbiamo stanziato 200mila euro per partire con i primi lavori anche se avevamo tempo. Purtroppo la commissione – organismo prettamente tecnico – stamattina (ieri, ndc) non ha rilasciato un parere favorevole; anzi lo stadio non ha più l'agibilità».

E così la commissione, composta – dettagliano poi in una nota dal Comune successivamente – da tecnici dei Vigili del Fuoco, dell’Asl, del Coni e di altri enti (fra i quali lo stesso Comune), ha decretato l’inagibilità; lo ha fatto con un verbale («che per la verità non ci è ancora arrivato», hanno aggiunto Raggi e l'assessore Alessandro Trivelli) fatto di 63 prescrizioni dei Vigili del fuoco e alcune da altri enti. Tra queste, hanno osservato i componenti della giunta presenti, alcune sono di più «rapida soluzione»; altri interventi richiesti dai Vigili del fuoco sono invece «numerosi e impegnativi».

«Il punto 1 contesta la mancanza all’esterno dello stadio l’area annessa di cui all’articolo Dm18.3.1996, ovvero spazi non ricavabili vista la presenza di edifici. Viene richiesto inoltre l’allargamento del fossato a 2.50 metri e una serie di opere edili e sugli impianti», si legge un esempio degli interventi necessari nella nota.

«Un fulmine a ciel sereno». Così ha definito il sindaco Francesco De Pasquale la vicenda; «ci stiamo lavorando, ma al momento non si sa», ha proseguito il vice Matteo Martinelli sulle tempistiche e sulle modalità d'intervento adesso. Tempi incerti, soluzioni ancora da valutare: ciò che è certo, hanno ribadito tutti (praticamente giunta quasi al completo per la conferenza stampa), «è la massima collaborazione con la società della Carrarese e il massimo impegno per la riapertura». «Una deroga per far giocare contro la Juventus? Abbiamo visto che il “sistema” Animosi non è efficace, perché oggi è sotto sequestro, perciò è un no», ha chiuso infine De Pasquale. «A oggi non si gioca (e non ci si allena) allo stadio», la chiosa di Raggi. Tempi incerti, soluzioni da valutare nei prossimi giorni e un altro impianto chiuso, dunque, con i tifosi, all'esterno del Comune, amareggiati che aggiungono il loro stadio alla lista con l'Animosi e il Politeama. —

LUCA BARBIERI

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