Gioco
Aulla, quando la Filanda filava: i ragazzi raccontano la fabbrica
La storia dello jutificio che ha segnato la storia di Aulla (fino a 1.500 occupati) attraverso video-interviste a chi ci lavorava, reperti e materiali d’archivio
AULLA
Dalle fabbriche ai supermercati. Se non è un segno dei tempi questo. È la trasformazione che si sta compiendo nel quartiere della Ragnaia ad Aulla, dove sta sorgendo, a tempo di record, un nuovo supermercato Eurospin, sui terreni che ospitavano lo stabilimento industriale Montecatini, la Filanda, demolito una quindicina di anni fa, che ha talmente caratterizzato la storia del quartiere da fare sì che questo venga tuttora chiamato Filanda. Tanti hanno lavorato in quello stabilimento, fino a 1.500 furono gli occupati, chi come operaio fabbricando sacchi di juta, soprattutto donne, chi come impiegato negli uffici.
Ora quelli che ci sono ancora si raccontano con il loro linguaggio, mediati dallo sguardo dei liceali di oggi. Sono ragazze e ragazzi di ieri, passati direttamente dai banchi di scuola a quelli della fabbrica. Avevano 15 anni, talvolta nemmeno compiuti. “La Filanda: una fabbrica, un quartiere, un mondo” è un progetto di videointerviste inserito nel Pof del liceo classico Leopardi di Aulla, realizzato dalla classe I B nello scorso anno scolastico.
«Volevamo raccontare la storia di un opificio che tanto ha significato per Aulla e la Lunigiana – spiegano le coordinatrici, professoressa Claudia Bacci e dottoressa Melania Sebastiani -; e raccontare la storia della fabbrica significa raccontare i suoi operai». Il primo stipendio e l’ultimo, il dormitorio del convitto, i bonus premio e le gite, la conciliazione famiglia/lavoro, la perdita di falangi, i problemi respiratori, la fatica e l’emancipazione. Luci e ombre di uno stabilimento che trasformò il volto di Aulla. La memoria di donne e uomini che, tra juta, carta bitumata e plastica, modularono le proprie esistenze, è impreziosita da materiali inediti reperiti in ricerche d’archivio. Il percorso di ricerca è divenuto, attraverso la pagina Facebook “Montecatini, lo Jutificio della Filanda”, un cantiere di memorie di comunità, dove i cittadini sono parte attiva. La presentazione è avvenuta nel giugno scorso a Pisa, alla conferenza Nazionale di Public History.
“La Filanda: una fabbrica, un quartiere, un mondo” è un titolo calzante, bello e vero – sottolinea il sindaco Roberto Valettini - lo posso testimoniare in prima persona, quando negli anni Sessanta frequentavo le elementari alla Ragnaia e quando, da avvocato, curai, alla chiusura della fabbrica, le trattative per dare le indennità ai lavoratori che venivano spinti al licenziamento o al prepensionamento". L’associazione Fili di Juta è nata con lo scopo di proseguire la valorizzazione di questo spaccato di storia locale e nazionale, con l’obiettivo di realizzare un museo. Assieme agli Amici di San Caprasio e con il patrocinio del Comune di Aulla sarà possibile rivivere l’epopea operaia dei lavoratori Montecatini in una serata evento sabato alle ore 21, presso la sala della chiesa di Santa Maria Ausiliatrice, alla Ragnaia. Proprio lì, nel quartiere dove tutto cominciò, non a caso oggi più noto come Filanda. E tutta la cittadinanza viene invitata a partecipare portando oggetti, foto o ricordi del secolo in cui fu attiva la fabbrica. Ecco il programma della serata: ore 21 saluti istituzionali di Roberto Valettini, di Riccardo Boggi di Amici di San Caprasio e di Matteo Ratti dell'associazione Fili di Juta; ore 21,20 introduzione storica della professoressa Claudia Bacci; ore 21,45 inizio proiezione; ore 22,45 dibattito. —
GIANLUCA UBERTI
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