Il Tirreno

Sulle morti: «Numero in linea con gli altri anni e le altre strutture E chi è morto da polmonite infettiva, l’aveva già al ricovero» 

Solidarietà dell’azienda al primario indagato: la magistratura fugherà ogni dubbio sull’operato

C.S.
Solidarietà dell’azienda al primario indagato: la magistratura fugherà ogni dubbio sull’operato

LA RICOSTRUZIONELa sua posizione l’azienda sanitaria l’ha chiarita ad inizio 2018 quando l’allora consigliere di Forza Italia, Stefano Benedetti, parlò di «morti sospette al Noa». E quella stessa...

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LA RICOSTRUZIONE

La sua posizione l’azienda sanitaria l’ha chiarita ad inizio 2018 quando l’allora consigliere di Forza Italia, Stefano Benedetti, parlò di «morti sospette al Noa». E quella stessa posizione la ribadisce oggi garantendo massima fiducia al primario di Medicina: «Per le accuse mosse al dottor Alessandro Pampana dal consigliere Benedetti ricordiamo - scrive la direttrice generale Maria Teresa De Lauretis - che l’azienda lo ha querelato per tutelare l’immagine della pubblica amministrazione e per mantenere un clima di certezza da parte della cittadinanza verso servizi rivolti alla protezione di uno dei beni fondamentali della persona quale è la salute. Confidiamo, comunque, nel lavoro della magistratura che sicuramente farà chiarezza e fugherà ogni dubbio relativamente all’operato del medico». Non soltanto fiducia, ma anche certezza sul fatto che il numero di morti nel reparto di medicina, tra gli ultimi giorni di dicembre e i primi giorni di gennaio 2018, non si discosti dalle medie: «L’azienda conferma, come già affermato nei mesi passati, che dopo aver effettuato tutte le necessarie verifiche, il numero dei decessi in medicina era perfettamente in linea con quelli degli anni precedenti e che non erano avvenuti a causa di infezioni. Infatti, nel periodo 20 dicembre 2017 - 10 gennaio 2018, a fronte di circa 200 accessi, si sono avuti in medicina 33 decessi. Il dato è, in valore assoluto e percentuale, sovrapponibile a quello rilevato nelle medicine degli ospedali dell’area che hanno struttura, organizzazione e quantità di accessi paragonabili».

Insomma, l’Asl, dopo le polemiche sui decessi in Medicina, ha fatto scattare una verifica e accertato - spiega la nota - che non ci sono discrepanze tra i dati del 2017-2018 e quelli degli anni precedenti. Quei dati sono riportati in una relazione stesa da Giuliano Biselli, direttore dell’ospedale delle Apuane e destinata alla direzione generale, a quella sanitaria e all’ufficio legale: «Nel periodo compreso tra il 20 dicembre 2015 e il 10 gennaio 2016 - si legge nella relazione - il numero di decessi nel reparto di medicina generale è stato di 37, nello stesso periodo, a cavallo tra il 2016 e il 2017, sono stati 36».

Nella relazione di Giuliano Biselli si fa anche il punto sui decessi avvenuti per polmonite, decessi su cui lo stesso Pampana ha relazionato dettagliatamente, caso per caso, alla direttrice generale. E dalle verifiche del primario di Medicina - riporta Biselli nella sua relazione - si evince che per tutti i casi di pazienti deceduti per polmonite, la patologia polmonare infettiva è stata diagnosticata all’ingresso del reparto».

Il dottor Giuliano Biselli, nello stesso documento, fa chiarezza anche sui cartelli affissi nel reparto e in cui si invita al rispetto di un rigido protocollo di igiene: spiega che le procedure sono state attivate prima della denuncia di Benedetti, fin dal 2011. Procedure che stabiliscono come “isolare” il paziente con una infezione che non sia pero tale da richiederne il ricovero nel reparto di malattie infettive. Isolamento “funzionale” per rischi di contagio che si abbattono se ci sia attiene a norme di comportamento che l’Asl ha previsto nelle sue procedure. — C.S.

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